“Ci hanno puntato contro il fucile”. Paura a C’è Posta per Te. Un’aggressione choc che ha scosso lo staff di Maria De Filippi. L’inquietante ricostruzione dei fatti


 

Uno dei programmi più longevi e fortunati della tv italiana, capace puntualmente di riconfermarsi ai primi posti tra le preferenze degli spettatori italiani a ogni edizione. Parliamo, ovviamente, di C’è Posta per Te, condotto dalla sempre infaticabile Maria De Filippi e giunto ormai al ventunesimo anno di vita. Una formula, d’altronde, che non pare davvero invecchiare mai quella che si sussegue di puntata in puntata: sulla falsariga di quanto già visto in passato in Stranamore del compianto Alberto Castagna, una lettera immaginaria viene inviata da un mittente a un destinatario. Sempre diverso il motivo, nella maggior parte dei casi il desiderio di ricongiungersi con un parente lontano o di recuperare un rapporto sentimentale che si è interrotto per qualche motivo. Al centro del format loro, le figure dei postini, che attraversano l’Italia in lungo e in largo per assicurarsi che le missive arrivino a destinazione e poter così organizzare il fatidico faccia a faccia in studio sotto gli occhi delle telecamere. Se pensate però che tutto fili liscio nel corso di queste operazioni apparentemente banali, sappiate che vi sbagliate. E di grosso. (Continua a leggere dopo la foto)



A dedicare un approfondimento allo storico programma è stato infatti recentemente il settimanale TV Sorrisi e Canzoni, che ha dedicato un intero servizio proprio alla squadra di postini alla corte di Maria De Filppi, senza i quali non sarebbe possibile l’esistenza dello show. Uno degli inviati storici, Maurizio Zamboni, ha però raccontato che proprio quel ruolo, apparentemente banale e abbastanza semplice nelle mansioni da svolgere, nasconde in realtà ogni tipo di insidia. Nello specifico, la reazione delle persone che si vedono arrivare un membro dello staff alla porta di casa per consegnare la lettera virtuale, non sempre ben disposti nei confronti degli estranei che suonano al campanello. (Continua a leggere dopo le foto)



 

La presenza delle telecamere, inoltre, a volte finisce per peggiorare le cose invece che migliorarle. E così qualche reazione finisce per risultare inaspettata e anche piuttosto pericolosa. Zamboni ha rivelato, per esempio, di essersi trovato di fronte un uomo che di fronte al postino di C’è Posta per Te ha reagito imbracciando la lupara e minacciando di aprire il fuoco. Marcello Mordino ha invece  dichiarato che tutta la squadra deve essere reperibile per partire dai sei agli otto mesi all’anno, mentre la nuova entrata, Chiara Carcano, ha illustrato i test per l’ammissione nella squadra, come simulare alcune consegne per dimostrare di essere in grado di gestire la situazione sconvolgente e di creare empatia coi destinatari.