A 8 anni dalla scomparsa di Mike Bongiorno, presentatore leggendario, il figlio più piccolo torna a parlarne e ne esce un ritratto privato. A proposito: com’è e di cosa si occupa oggi ‘Leolino’, come lo chiamava il padre


 

Il 5 settembre di 27 anni fa nasceva Leonardo, il figlio più piccolo del defunto Mike Bongiorno, conduttore leggendario che se ne è andato ormai quasi 8 anni fa. Detto ‘Leolino’, si è raccontato al Corriere della Sera, lo stesso quotidiano in cui, il giorno della morte del padre scrisse “I hope one day to become half the man you are”, spero un giorno di diventare la metà dell’ uomo che sei. Oggi spiega quella frase così accorata: “L’aveva usata il figlio di un pompiere nella pagina degli Obituaries di un quotidiano locale americano. Mio padre lo aveva letto durante una vacanza negli Stati Uniti e ne rimase così colpito che si riportò in Italia il giornale, lasciandolo per anni sulla scrivania”. Sono passati anni da quando Mike è passato a miglior vita, ma nessuno l’ha mai dimenticato. E l’intervista a Leolino è un’occasione per conoscere meglio il presentatore di “Allegria!” e che ha fatto la storia della televisione italiana. Come la sua passione per lo sport. Dice il figlio Leonardo che Mike era proprio “fissato” e voleva che lo praticassi ogni giorno”. (Continua dopo la foto)






“Ricordo che avevo lunedì nuoto, martedì tennis, mercoledì cavallo, giovedì golf, venerdì non mi ricordo e poi sci tutti i weekend – racconta il 27enne che, dopo la laurea alla Bocconi e un master a Shanghai da 2 anni socio di un fondo che investe in startup – Quello lo facevamo insieme, certe levatacce! In pista voleva essere il primo e mi svegliava sempre alle 6, mi stringeva gli scarponi fino a farmi male e uscivamo”. E poi la tv, il lavoro: “Andava a dormire molto tardi, alle 3 o alle 4 del mattino: se ne stava ore seduto nella sua poltrona con il sigaro e un taccuino su cui prendeva appunti guardando i programmi della tivù americana. Si era fatto montare una parabola in terrazzo che sembrava la Nasa. Le chiamava le sue ‘ricerche’”, prosegue al Corriere Leonardo. (Continua dopo le foto e i post)








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Negli ultimi anni Mike si era molto indebolito, continua il figlio più giovane: “Diceva che ero il suo bastone della vecchiaia ed era vero. Non gli piaceva mostrarsi fragile, così lo aiutavo come potevo. Ricordo quando lo sorreggevo mentre entrava in piscina ed era tutto tremolante”. Ma la morte, quella no. Non se l’aspettava: “Tre giorni prima avevamo festeggiato il mio ventesimo compleanno e lui, davanti alla torta e ai miei amici, aveva fatto un discorso serio sui valori, perché ormai ero un uomo”. In chiusura, poi, due parole sul ‘rapimento’ della salma nel 2011. Un fatto tremendo che, ancora oggi, Leonardo non si lo spiega: “Una cosa assurda, senza senso. Dopo, lo abbiamo voluto cremare: le sue ceneri ora sono disperse sul Cervino e in parte sono nella cappella di famiglia, al lago”. Il ricordo del padre è sempre vivido, ma per sentirlo vicino, Leonardo racconta un aneddoto. Nel suo numero di cellulare, infatti, ci sono tre 3 consecutivi: “Quando lo detto mi diverto a pronunciare i numeri come faceva lui. È il mio inside joke, un gioco segreto: il mio modo per sentirlo vicino”.

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