“Vittima dei bulli a scuola”. Violante Placido, dietro un sorriso che ha conquistato milioni di fan si nascondono momenti difficili. La bella attrice oggi è mamma e per la prima volta si apre, svelando una parte di sé finora sconosciuta


 

“Mi facevano piccoli ricatti, sottili violenze psicologiche”. Violante Placido vittima di bulli a scuola. L’attrice si racconta al Corriere della Sera e ricorda momenti non facili, quando era negli Stati Uniti. Con i suoi compagni, con alcuni non è stato facile. “Non erano violenze fisiche”. Ma difficili da accettare. “Il rappresentante di classe aveva il compito di fare l’appello e mi faceva mettere in punizione per ritardi minimi. Oppure, qualcuno m’invitava al cinema, ma a patto che lo facessi copiare in spagnolo, in cui ero la prima della classe. Mi offrivano amicizia sotto forma di ricatto. E se invece, in classe, davo aiuto a quelli più emarginati di tutti, facevano la spia”. Una situazione complicata, soprattutto quando si è più piccoli, difficile da gestire. “I più forti erano gli altri bambini e oggi, col senno di poi, dico che il primo passo dovrebbe farlo chi è più forte, chi si sente al sicuro. Invece, più hai soldi e certezze, più ti chiudi, più ti senti minacciato. Capita con gli extracomunitari come negli ambienti di lavoro”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Era negli Stati Uniti e si sentiva emarginata. Nonostante tutto. “Pur nella condizione privilegiata di figlia di attori ed emigrante di lusso, mi sentivo diversa. Ero la straniera stralunata che si vestiva strana, parlava strano e nessuno voleva essermi amico. Le altre ragazzine già si depilavano, alcune portavano lenti a contatto colorate. Io ero intimidita, impaurita, e troppo orgogliosa per fare il primo passo”. Violante Placido si svela per Futura, la newsletter del Corriere sull’identità, un testo sui bulli che l’hanno fatta soffrire da bambina”. E svela come mai ama abbracciare i clochard. (Continua a leggere dopo le foto)


 


 

 

“Mi avevano chiesto di scrivere di cose che mi piacciono – spiega l’attrice – mi sono domandata quand’è che mi sono sentita davvero bene. Mi sono rivista, a Los Angeles, mentre abbraccio un barbone. Lasciatemelo chiamare così. A usare una parola politicamente corretta come clochard, mi sembra di mettere una distanza che non sento”. Poi torna sulle violenze. “Il branco è veloce e, se hai bisogno di tempo per aprirti, sei subito fuori. Il branco ha bisogno di un punching-ball per sentirsi forte e la scorciatoia sta nell’accanirsi sul più debole. Comincia uno ed è come un virus”.

Ma quanto è bella Violante Placido! I paparazzi la beccano al mare (quasi) nuda e senza vergogna. E arrivano foto bollenti