“Mio figlio è morto, vi restituisco i farmaci da 1.000 euro”. E la Asl: “Li butti via”


Ecco una storia assurda, soprattutto se lo scenario è quello di un paese costretto a tagliare la spesa pubblica, sanità inclusa. La racconta il quotidiano napoletano Il Mattino attraverso la sua pagina “Dillo a”. Ed è la storia di una madre che, a causa di una malattia, perde il figlio 35enne. E che decide di restituire i farmaci (molto costosi) che potrebbero servire ad altri pazienti. La risposta? “Li butti via”. Con i giusti interrogativi della donna che si chiede perché. Perché buttare via medicinali per giunta costosi? Ecco la lettera che lei stessa ha inviato al Mattino e la foto – pubblicata sempre dal quotidiano partenopeo – che mostra solo alcuni dei farmaci che una cittadina modello, anche se dilaniata dal dolore della perdita di un figlio, ha pensato bene di rimettere nel circuito della sanità pubblica.

(continua dopo la foto)








 

“Mi chiamo Rosaria Migliardini, e sono una madre affranta dal dolore per aver perso mio figlio di soli 35 anni nemmeno un mese fa. Nonostante tante angherie che ho dovuto subìre durante la malattia ciò volevo ancora fare una buona azione, non tanto per la sanità ma per tutti gli altri ammalati che in questi anni mi sono passati davanti agli occhi e che sicuramente hanno fatto e faranno lo stesso mio calvario soprattutto per recuperare le medicine.

Poichè mi sento di essere dentro una bella persona, lunedì 22 Settembre, verso le ore 13:15 passavo con uno dei miei cagnolini adottivi davanti alla asl di appartenenza distretto n° 50 Volla (Na) dentro c’erano 4 o 5 scrivanie dove persone chiacchieravano. Io volevo solo dirgli che volevo restituire, invece di buttare via, tutti quei medicinali dai costi elevatissimi e i kit sigillati che non ero riuscita ad usare per mio figlio. E “quello” il caposcrivanie, invece di ascoltarmi, mi ha cacciata fuori in malo modo, perchè io avevo osato entrare in una struttura sanitaria con il cane, chiamandomi incivile. Sono uscita quasi in lacrime.

Quando sono tornata a casa, ho raccontato tutto a mia figlia, che essendo una ragazza di polso ed una buona oratrice dato che lavora con il pubblico, è ritornata in quella stanza ed ha messo a posto con parole dure e sottili quelle persone ma il colmo è stato quando ha detto che io volevo solo rendere le medicine e le hanno risposto: “Le butti, a noi non servono”. Adesso giudicate voi!
 
Ma il ministro della sanità, che continua a tagliare o addirittura negare pensioni di invalidità anche a chi ha il 100% (mio marito) perchè dice che siamo in perenne deficit, lo sa che i suoi ‘sudditi’, molto spesso impreparati, si arrogano la facoltà di prendere con superficialità decisioni del genere?”

Ecco perché i medicinali costano sempre di più…

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