31 enne italiano investito a Bali: Marco è in coma e la famiglia non può raggiungerlo


Quella che vi stiamo per raccontare è una storia terribile che ci arriva dall’altra metà del mondo. Siamo a Bali, isola del sudest asiatico: è qui che dopo un terribile incidente stradale, Marco Raffaeli, 31enne di Senigallia, ha rischiato di perdere la vita. In quasi tutto il sudest asiatico, seppur la popolazione sia dolce e amichevole, il modo di guidare è totalmente frenetico.

Dopo lo schianto del 21 aprile il giovane si trova in gravi condizioni. “La situazione è grave – racconta il fratello Andrea Raffaeli al Messaggero – e noi familiari dall’Italia non possiamo muoverci per raggiungerlo. Marco è stato operato ma ha avuto una serie di complicazioni, tra cui una emorragia interna e le convulsioni. Attualmente ha 39 di febbre ed è tenuto in coma farmacologico”. (Continua a leggere dopo la foto)










Secondo quanto ricostruito, Marco stava tornando a casa in sella a un motorino quando un camion l’ha travolto: dalle prime informazioni sulla dinamica pare che il mezzo pesante non abbia rispettato uno stop, causandogli fratture che hanno costretto i medici di un polo ospedaliero nella nota isola dell’Indonesia a indurre il coma farmacologico. (Continua a leggere dopo la foto)






Solo per le spese sanitarie la famiglia ha dovuto pagare, ieri, 6mila euro ed entro lunedì ne dovrà spendere altri 5mila. Per questo è stata organizzata una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme.com per trovare i soldi necessari alle cure in Indonesia, oltre che per il trasferimento nel secondo ospedale e per le successive spese. In poche ore – la raccolta “Aiutiamo Marco a riprendersi e a tornare a casa” è partita ieri – sono stati donati oltre 55mila euro. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Peraltro il dramma di Marco i familiari l’hanno comunicato ad amici e conoscenti solo ieri, cercando il modo di pagare la somma richiesta. L’incidente è avvenuto lunedì della scorsa settimana, ma nessuno dall’Indonesia li ha informati, l’hanno saputo nei giorni successivi. “Il telefono di Marco è andato distrutto nell’impatto e un’amica comune, che si trova in Australia, ha contattato mia moglie su Facebook – racconta ancora il fratello -. L’abbiamo appreso così”.

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