“Gli occhi non mi servono quando c’è lui”. Fabio: il primo cavaliere non vedente. Che forza!


 

Avevate mai sentito parlare di un cavallo che guida il suo cavaliere? È quello che succede a Fabio Ulivastri, il primo cavalieri non vedente al mondo a sfidare i normodotati nelle gare di endurance equestre. Fabio, classe ’68, ha perso la vista a 18 anni a causa di un glaucoma, ma non si è mai arreso: ha continuato a vivere, ha cominciato a lavorare e nel 2009 si è avvicinato all’equitazione. Nessuno nella sua famiglia aveva mai avuto questa passione prima di lui, nonostante abitassero in campagna. Un bel giorno, durante una vacanza in montagna, passando vicino ad un maneggio Fabio si è incuriosito e, tornato in Toscana, è andato ad informarsi al Centro Equestre Fiorentino ASD, specializzato in riabilitazione equestre. “All’inizio avevo un po’ paura dell’altezza. Ma una volta salito in sella, mi sono trovato subito a mio agio”. Ora Indagato, il cavallo di Fabio, è per lui come uno di famiglia. Non è un cavallo qualsiasi: Indagato è un angloarabo sardo che ha fatto il Palio di Ferrara e anche le prove per quello di Siena. (Continua a leggere dopo la foto) 



Dal 2013 è con Fabio: “è come se avesse capito che sono cieco” spiega il cavaliere a Vanity Fair. Indagato non è stato mai addestrato a portare cavalieri non vedenti, ma quando è insieme a Fabio si capisce che il cavallo ne è consapevole. In gara è l’animale che pensa ad evitare i pericoli e a fare lo slalom tra gli alberi. Il 26 ottobre 2014, a Pisa, Fabio e Indagato hanno partecipato per la prima volta ad una gara ufficiale di endurance equestre. Un vero evento, considerando che Fabio era il primo cavaliere non vedente a fare una cosa del genere. In questo modo ha potuto ottenere il brevetto per gareggiare con tutti. (Continua a leggere dopo le foto) 


 


 

Ad aiutarlo c’è l’istruttrice Francesca Gentile, con cui si tiene in contatto durante le gare tramite una radio che Fabio posiziona sotto il suo casco, in questo modo lei può segnalargli i pericoli. Per allenarsi con il suo cavallo, Fabio usa la chatter box, un sistema a impulsi sonori che gli permette di orientarsi all’interno di un campo di 20×40 metri, in questo modo loro si allenano tre volte a settimana, rimanendo in sella anche per due ore. Così Fabio si divide tra l’endurance e il lavoro che svolge come impiegato all’Agenzia delle Entrate. Chissà se un giorno riuscirà a fare strada nel mondo dell’equitazione, insieme a Indagato.

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