“Ci ha lasciati soli”. Addio alla piccola Elisa, la leucemia ha vinto


Preparatevi, perché quella che vi stiamo per raccontare è una storia atroce, una storia di dolore e lacrime. La piccola Elisa Pardini, 5 anni e mezzo, non ce l’ha fatta. La bimba di Azzano Decimo si è arresa alla rarissima forma di leucemia che l’aveva colpita e contro la quale aveva combattuto per tanti anni. La bimba si trovava ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma e da tempo era in attesa di un trapianto.

Le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni ed oggi i genitori della bimba hanno comunicato il decesso sulla pagina Facebook che seguiva le vicende della bimba. “Elisa il nostro cucciolo ci ha lasciati soli… è morta…e io e Sabina con lei…27/06/2014-09/04/2020…”. Elisa da quasi tre anni lottava contro la malattia ed era ricoverata da oltre due anni nel reparto oncologico infantile dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, seguita dal professor Franco Locatelli e da tutta la sua squadra medica. (Continua a leggere dopo la foto)









La leucemia di cui era affetta era rarissima: colpisce solo uno o due bambini su un milione e si può guarire soltanto attraverso il trapianto di midollo osseo. Grazie alla condivisione della sua storia, moltissimi potenziali donatori avevano aderito all’ADMO, l’Associazione dei Donatori di Midollo Osseo. (Continua a leggere dopo la foto)






Prima di questo calvario, papà Fabio e mamma Sabina vivevano a Pordenone, a 400 km dalla Capitale. Lui è un imprenditore e lei un’infermiera. Solo stamattina la donna aveva pubblicato un altro post su Facebook: “Non so cosa darei per restare a casa. Sono 3 anni che non la vedo più insieme agli affetti più cari”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


E ancora: “Il destino è stato veramente crudele…Io e il mio compagno Fabio pur di riuscire a salvare la nostra piccola Elisa (affetta da una leucemia rara e gravissima) abbiamo lasciato tutto e tutti(siamo di Pordenone e ci siamo trasferiti a Roma sono 600 km di distanza) pur di starle vicino 24 su 24 senza mai uscire dalla stanza dell’ospedale…”. Addio, piccola.

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