“Mia figlia… Aiutatela”. Quando le sue foto hanno fatto il giro della rete tutti hanno creduto fosse Maddie McCain. Poi la scoperta: ”Si chiama Embla ed è svedese”. E il papà adesso svela un retroscena che vi farà stringere il cuore


 

Quando qualche settimana fa le sue foto hanno fatto il giro della rete in un baleno hanno avuto tutti un sussulto: quella ragazza senzatetto avvistata in centro, a Roma, somiglia in modo impressionante a Maddie McCain, la bimba inglese scomparsa in Portogallo nel 2007 mentre stava trascorrendo con la famiglia e gli amici. Volto dolce, capelli biondi, sguardo perso e occhi chiari. Per giorni è stata caccia a questa ragazza misteriosa che ricordava tanto la piccola Madelein, poi si è scoperto che in realtà si chiama Embla Jauhojarvi, ha 21 anni ed è svedese. Affetta dalla sindrome di Asperger, era venuta nella Capitale per studiare italiano, poi il papà ne aveva perso definitivamente le tracce. Fino a quando, potenza dei social network e della rete in generale, le sue foto sono arrivate anche a lui. E se la famiglia McCain ha preso coscienza di un altro buco nell’acqua, quella degli Jauhojarvi ha tirato un sospiro di sollievo. È stato il papà a riconoscere la sua Embla ma l’odissea di questa giovane, purtroppo, non è ancora finita. (Continua a leggere dopo la foto)



”Mia figlia Embla purtroppo non sta ancora bene. È ricoverata in ospedale a Roma, sto organizzando il viaggio di ritorno in Svezia, ma senza assicurazione sanitaria il trasporto in aereo con assistenza medica costa molto – ha raccontato il signor Tahvo a Il Messaggero – L’assicurazione sanitaria di Embla durava 45 giorni – ha proseguito – non copre il viaggio con aereo da un ospedale all’altro con a bordo medici, costa 12mila euro. I medici italiani sono stati molto bravi, ma purtroppo il trasporto da un ospedale all’altro è molto costoso”, ha aggiunto. Per questo motivo il papà di Embla, che oltre a Maddie era stata scambiata temporaneamente anche per altre ragazzine scomparse, ieri pomeriggio ha lanciato una raccolta fondi sul sito Gogetfunding.com e in poche ore sono stati raccolti oltre mille euro.

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Ha poi ricordato il giorno in cui, grazie a internet, dopo mesi ha rivisto in foto sua figlia ed è subito volato in Italia per riabbracciarla. Quando ha perso le tracce di sua figlia, le forze dell’ordine hanno subito attivato il protocollo delle ricerche ma il fatto che Embla fosse maggiorenne ha reso le cose complicate. ”È un disastro, Embla non è se stessa. È una persona diversa. Ha appena parlato con noi, vuole tornare a vivere in strada. Non vuole fare ritorno a casa. Vogliamo riportarla in Svezia, ma è così difficile”. ”Se fosse a Stoccolma con noi sarebbe molto meglio – aveva spiegato al Mail Online sempre il papà – Perché Embla sta ancora male purtroppo”. ”È difficile quando il tuo bambino scompare, ma è doloroso vedere la foto della propria figlia sul Daily Mail e scoprire che è una senzatetto a Roma”, aveva invece scritto su Facebook subito dopo averla riconosciuta sul web. Ma adesso Tahvo adesso deve affrontare un’altra battaglia: raccogliere i soldi per poter riportare in sicurezza la figlia a casa. E gli auguriamo che ci riesca il prima possibile, visto che tra poco è anche Natale.

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