“Mi è morto tra le braccia”. Babbo Natale devastato dal dolore. Lo chiamano dall’ospedale d’urgenza, c’è qualcosa che deve assolutamente fare. Quando arriva si trova di fronte una scena struggente: “Li ho lasciati al loro dolore”


 

Quando un bambino sta male per i familiari è una tragedia, vedere il proprio piccolo peggiorare e sapere di poter fare ben poco è qualcosa che distrugge. I genitori cercano in ogni modo di esaudire ogni minimo desiderio, pur di alleviare il tremendo dolore del loro piccolo. In questo tristissimo caso, l’estrema volontà era poter incontrare Babbo Natale. Quel sogno il bimbo, malato terminale di appena cinque anni, di Knoxville, nel Tennessee, lo ha realizzato, grazie a Eric Schmitt-Matzen, un ingegnere di 60 che nel tempo libero si veste da Santa Claus per allietare i bimbi. L’uomo circa tre settimane fa era rientrato a casa dopo un incontro con dei bambini, quando è ha ricevuto una telefonata dall’ospedale. Un’infermiera gli chiedeva di andare presso la struttura sanitaria per esaudire l’ultimo desiderio di un piccolo ricoverato: “Le ho detto che mi sarei preparato al volo e sarei arrivato nel minor tempo possibile. Ma lei mi ha detto che non c’era tempo e che le mie bretelle sarebbero andate più che bene”. (Continua a leggere dopo la foto)

 



Dopo appena un quarto d’ora Erica era sul posto, dove ad attenderlo c’era la madre del bimbo che aveva comprato un regalo da consegnare al figlio: “Ho chiesto ai parenti di guardare l’incontro dall’esterno. Se avessi visto una sola persona piangere non sarei stato in grado di continuare il mio lavoro. Mi sono seduto a fianco a lui e gli ho detto che non doveva più preoccuparsi: non avrebbe perso il Natale visto che era il mio elfo numero uno”. 

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Con le ultime forze rimaste in corpo il piccolo ha sgranato gli occhi e ha risposto: “Chi, io?” “Era così debole che riusciva a malapena ad aprire il regalo – ha ricordato l’uomo – Poi mi ha guardato e mi ha chiesto dove sarebbe andato, visto che stava per morire. Io gli ho detto che quando sarebbe arrivato in cielo avrebbe dovuto dire di essere l’elfo numero uno di Babbo Natale.”. “Sono rimasto lì a stringerlo – ha concluso Eric – Poco dopo i parenti si sono resi conto di ciò che era successo e sono corsi in stanza piangendo. Io li ho lasciati al loro dolore e sono tornato a casa senza riuscire a trattenere le lacrime. Sono rimasto tre giorni a casa senza voler uscire, ho pensato ininterrottamente a quello che era successo per due settimane. Ho anche pensato di lasciarmi Babbo Natale alle spalle per sempre. Poi ho pensato che far divertire i bambini ed essere in grado di regalare loro il sorriso è un impegno a cui non rinunciare”. 

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