Cuce 1.000 mascherine contro il coronavirus e le dona: “Stanca ma felice”


In piena emergenza coronavirus le mascherine sono pressoché introvabili o i prezzi di quelle vendute online arrivano alle stelle, ma c’è anche chi si non si è rassegnata e ha deciso di mettere a disposizione la sua arte per la comunità. È il caso della stilista Irene Coppola, di Gallipoli, che ha deciso di realizzare mascherine antivirus, per poi distribuirle gratuitamente alle persone a cui servono.

Ha lanciato l’idea il 10 marzo, di mattina, con un post sul suo profilo Facebook. Da allora, ha iniziato a cucire mascherine in quantità industriale, lavorando tantissime ore al giorno, ma anche la notte e di rinunciare al compenso. Un modo del tutto personale di contribuire in maniera fattiva e positiva alla guerra contro il coronavirus. Un gesto di solidarietà che cerca di venire incontro alle persone, di affrontare la crisi. Nel corso delle notti, Irene ha condiviso su Facebook tutti i suoi progressi: centinaia le richieste ricevute. Lei, tuttavia, non si è tirata indietro e ha continuato imperterrita mentre le mascherine continuavano ad accumularsi. (Continua a leggere dopo la foto)







“Stanca ma molto soddisfatta. Ore 3.30: pronta per donare le mascherine…Non sarò io a farti risalire, ma almeno ci provo: FORZA ITALIA” ha scritto. Irene ha ideato delle mascherine realizzate con una tipologia particolare di tessuto, la pelle d’uovo, che le rende sterilizzabili e dunque riutilizzabili se bollite in una semplice pentona. “Sono fatte di un materiale sterilizzabile come ai vecchi tempi”, ha scritto la stilista sul suo post. Che, da quando ha pubblicato l’annuncio sui social, è stata subissata dalle richieste. (Continua a leggere dopo la foto)






Intervistata dal Quotidiano di Puglia, Irene ha spiegato come è nata l’idea: “Cosa posso fare? Come posso rendermi utile? Mi è venuto in mente un episodio; poco prima avevo regalato un paio di mascherine, di quelle ospedaliere, che mi ritrovavo da tanto tempo, ad un signore anziano che non stava molto bene ed era molto preoccupato. Il signore si è palesemente commosso, mi ringraziava e voleva sdebitarsi, ecco, ricordando questo episodio mi si è accesa la lampadina, ho preso del tessuto molto resistente e in venti minuti ne ho realizzate quattro. Da quel momento è stata tutta una scarica di adrenalina; sono uscita, ho comprato del tessuto di cotone molto resistente denominato pelle d’uovo’ e non mi sono più alzata dalla macchina da cucire”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

L’impresa di Irene, arrivata ad oltre 1.000 mascherine, ha conquistato le pagine dei quotidiani locali e nazionali. Giovedì 12 marzo, dopo l’incessante lavoro, la sarta di Gallipoli ha annunciato di aver raggiunto le mille mascherine realizzate. E, alle 9, è pronta per consegnarle. “Coronavirus, noi non ti temiamo”, ha scritto sempre sui social incassando il plauso di migliaia di persone. Le mascherine con filtro (FFP2, FFP3 ) risultano efficaci al 100 per cento per fermare il virus, ma in caso di emergenza è possibile usare anche queste, tenendo sempre l’accortezza del metro di distanza e le direttive del ministero della Salute.

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