Parco Verde di Caivano, il teatro delle terribili morti di Fortuna Loffredo e Antonio Giglio torna sui giornali. Una storia raccapricciante portata alla luce da una madre coraggiosa


 

Un nuovo caso di abusi sessuali su minori al Parco Verde di Caivano (Napoli). Dopo i casi di Antonio Giglio e Fortuna Loffredo, di 3 e 6 anni, entrambi sono deceduti in circostanze simili cadendo nel vuoto dai piani superiori delle palazzine, questa volta le violenze riguardano una bimba di 4 anni. Tutto nasce dalla denuncia della madre della piccola, che si è recata dai carabinieri per fare mettere nero su bianco i suoi sospetti. La donna, che si sta separando dal marito, ha accusato lo zio e il nonno paterni di aver commesso gli abusi. La procura di Napoli Nord, coordinata dal procuratore Francesco Greco, ha quindi aperto un’inchiesta per fare luce su quello che potrebbe essere l’ennesimo caso di infanzia violata nell’agglomerato di edilizia popolare a nord di Napoli. A portare alla luce la notizia è Il Mattino. I sospetti della donna sarebbero nati dopo aver notato dei cambiamenti nel comportamento della figlia. La piccola, secondo il giornale, avrebbe poi raccontato “di episodi equivoci che sarebbero avvenuti quando si recava a casa dei parenti”, con dettagli ritenuti troppo verosimili per essere frutto della sua immaginazione. (Continua a leggere dopo la foto)






“Le indagini – come riporta il sito del quotidiano – coordinate dal pubblico ministero Paola Izzo, sono ancora in fase embrionale ma, in via precauzionale, il Tribunale dei minori ha stabilito misure tali da tutelare la tranquillità della bimba e garantirle un’assistenza da parte di esperti che possano valutare i suoi comportamenti e i suoi racconti: perché gli abusi, secondo la denuncia della madre della piccola, sarebbero avvenuti tra le mura domestiche. E i responsabili sarebbero il nonno e lo zio paterni”.

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In quelle palazzine si sono già consumate storie di violenze su minori. Il 24 giugno 2014 lì morì la piccola Fortuna Loffredo, 6 anni, vittima di abusi e poi scaraventata giù dall’ottavo piano. Il processo a carico di Raimondo Caputo, detto Titò, accusato dell’omicidio, inizierà il 16 novembre. Sul banco degli imputati, con l’accusa di aver coperto gli abusi sessuali dell’ex compagno sulle sue figlie, c’è anche Marianna Fabozzi. La donna è stata iscritta nel registro degli indagati per l’omicidio volontario del figlio Antonio Giglio. Il piccolo, 3 anni, morì il 27 aprile 2013 in circostanze simili a quelle di Fortuna e potrebbe aver subito abusi.

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