Una tragedia si trasforma nel più bel gesto d’amore. Mamma perde due gemellini e la sua sofferenza diventa solidarietà. Salvando la vita d’altri piccoli prematuri


 

Ha perso due gemelli. Un aborto spontaneo le ha procurato un grande dolore, ma una sofferenza l’ha trasformata in un enorme gesto di solidarietà e amore. Charmaine Lacock non ha allattato al seno nessuna delle sue tre figlie. Oggi dona il suo latte materno, sono dieci litri alla settimana, per aiutare i bambini prematuri e quelli che sono sottopeso. La sua esperienza la racconta al The Guardian. Quotidiano inglese. “Ho perso due gemelli, con un aborto spontaneo, nel 2012 – è stato duro e, anche se so che non avrei potuto fare nulla per evitare la loro morte, ero determinata a fare tutto ciò che potevo per aiutare i miei figli”. All’epoca lei e il marito vivevano in Scozia. La sua prima figlia Mekayla, invece, avuta in Sud Africa, l’ha allattata col latte artificiale. Per la sua seconda, Sarah, invece, ha deciso per il latte materno.

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“Quando non le ho più dato il mio latte, – ricorda la donna – ne avevo un congelatore pieno, che ho finito per buttare perché non sapevo che farne. Quando ero incinta di Paige, che oggi ha sei mesi, ho letto della banca del latte in una clinica prenatale e sono stata immediatamente interessata. Ho saputo che quasi quattromila bambini nascono prematuramente in Scozia ogni anno. Siccome i loro organi e il sistema immunitario hanno avuto meno tempo per svilupparsi, sono più a rischio di infezioni, che possono essere fatali nei loro primi giorni di vita”.

 

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E il più delle volte, il latte materno è l’unico elemento che una così piccola creatura possa tollerare. “Ma le mamme con una gravidanza più corta spesso non ne hanno ancora. Sapevo di poterne estrarre un sacco, a giudicare dalla mia esperienza con Sarah: il pensiero di aiutare altri bambini molto piccoli e le loro mamme preoccupate significava molto per me. Ho contattato il coordinatore della banca del latte ed è stato davvero facile. Poi Paige è nata con un mese di anticipo ed è stata in osservazione per un paio di giorni. È allora che ho visto quei bambini così piccoli che potevano stare in una mano. Guardando gli altri genitori speravo disperatamente che i loro bambini sopravvivessero. Il mio compagno, Alfie, e io avevamo perso due bambini e sperimentato il dolore. Ora sapevo di poter fare la differenza, aiutando a mantenere in vita i bambini di altre persone”.

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Adesso impiega circa sei ore al giorno a tirare il latte. “Mi alzo alle 2, per estrarlo prima che Paige si svegli, alle 3, per il pasto della notte”. Il latte è congelato e raccolto ogni settimana da autisti volontari. “Mi è stato detto che sto donando quantità da record, e io continuo a farlo più a lungo che posso. Se sono stanca, penso a quei bambini che hanno bisogno di cure speciali e alla gratitudine dei genitori per ogni singola goccia di latte che viene donata”.

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