“L’ha letteralmente ustionata”. L’infermiera immerge la bimba appena nata nella vasca per il primo bagnetto, ma la sfigura. I genitori distrutti, la vita della piccola non sarà mai normale. Operazioni e amputazioni, un calvario di sofferenza


 

Appena nata, una gioia enorme per mamma e papà che hanno accolto la loro piccola Francesca (nome fittizio) nella loro famiglia. Trovandosi in ospedale la coppia era tranquilla che la loro bimba avrebbe ricevuto tutte le cure del caso, dalla prima assistenza al primo bagnetto. Ma invece non è stato così e oggi la piccola ha dei segni terribili sul suo corpo che porterà con sé sempre. L’acqua del primo bagno di Francesca sarebbe dovuta essere di 37 gradi, ma invece l’infermiera l’ha immersa in un’acqua molto più calda, provocandole ustioni gravissime. Da quel momento, per la piccola inizia un calvario: interventi chirurgici subiti, tre dita amputate, bruciature che ancora la tormentano giorno e notte. Francesca è nata a dicembre di due anni fa all’ospedale San Giovanni di Dio a Fondi, ma ancora non ha ricevuto, e forse non riceverà, alcun rimborso per quanto accaduto.

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La dinamica dell’incidente, nonostante sia passato così tanto tempo, ancora non è chiara. L’infermiera che si è occupata di lavare la piccola era una delle più esperte e, tra l’altro, dai rubinetti dell’ospedale l’acqua non può superare i 48 gradi di temperatura. Il processo nei confronti della donna inizierà nel 2017, dopo la denuncia presentata dai genitori della neonata, due romeni residenti nella piana di Fondi e che versano in condizioni economiche disagiate. 

 

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Ma per il risarcimento, probabilmente, ci vorrà ancora molto più tempo, anche se la bimba non verrà mai risarcita veramente per le lesioni che si porterà appresso. La Asl di Latina, spiega il Corriere della Sera, non si è presentata a una conciliazione a fronte di una richiesta di danni che ammonta ad un milione di euro. Questo avrebbe potuto evitare l’apertura di un procedimento civile. “Le procedure per il bagnetto sono chiare – dice l’avvocato Benedetto Guglielmo – tutti sanno che si deve sentire la temperatura con il gomito, che è la parte più sensibile del corpo. E solo dopo immergere il corpicino”. 

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L’avvocato prosegue, spiegando cosa ha fatto la famiglia: “A giudicare dai danni, ci pare di poter dire che qualcosa non è stato fatto. Come non è stato fatto nulla dall’azienda all’indomani del fatto: abbiamo dovuto denunciare tutto noi. Abbiamo notato un atteggiamento strano da parte della Asl, che avrebbe attribuito i danni ricevuti dalla bimba addirittura ad un altra patologia”.

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