Giovani, belli e con tutta la vita davanti. Passano il pomeriggio tra coccole, baci e carezze condividendo tutto sui social. Ma dopo l’ultima foto postata è il momento dell’orrore


 

Eros e Thanatos. Amore e morte. Un binomio inscindibile e non solo per i protagonisti di serie di vampiri. Perché quella di Annika Monique e Brenden Shipman non è finzione cinematografica, ma la dura realtà, quella dove quando ti addormenti, non esiste un principe pronto a svegliarti e le scelte, si pagano sempre. Avevano tutta la vita davanti Annika e Brenden, e quel pomeriggio della notte di Halloween lo avevano passato tra coccole, baci e carezze con selfie pubblicati sui social per rendere tutti partecipi della loro felicità, come tutti gli adolescenti ( e non solo), ma c’era qualcosa di macabro nei loro sorrisi, come un velo sopra i loro occhi, poco dopo lo scatto infatti si sono tolti la vita. I 16enni Annika Monique e Brenden Shipman sono stati trovati morti dalla polizia nel pomeriggio di martedì 1 novembre in un’auto parcheggiata nei pressi di Rose Valley Lake, circa 80 miglia a nord di Harrisburg in Pennsylvania dove i due giovani vivevano con le loro famiglie.

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Sulla scena, come riporta la stampa locale, è stata trovata una pistola e l’ipotesi è che i due si siano suicidati insieme, inoltre, sui corpi dei ragazzi c’erano diverse ferite, ma tutte autoinflitte. I due hanno pubblicato, nelle loro rispettive pagine Facebook, due selfie che li ritraevano sorridenti e felici insieme, quella sera i ragazzi però non sono tornati a casa. Dopo la denuncia dei genitori la mattina seguente la polizia si è messa sulle loro tracce fino al ritrovamento choc.

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Si ignora il motivo che possa aver portato i ragazzi a compiere un gesto simile. Gli inquirenti stanno scavando nelle loro vite per trovare tracce che possano ricostruire i motivi della tragedia. Tantissimi i messaggi di cordoglio degli amici proprio sui social, sotto quell’ultimo selfie che fa pensare ai ragazzi come a una coppia felice e spensierata, come dovrebbe essere a 16 anni. 

“È stato un omicidio”. Precipitò dal quinto piano dell’albergo dove era in gita. Versione cambiate di continuo e gli inquirenti e i genitori di Domenico non hanno mai smesso di cercare la verità

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