Orrore in volo. Mentre l’aereo è in quota, la hostess si avvicina a un passeggero e poi, senza pensarci due volte, “lo fa”. Silenzio assoluto. Lo choc generale è troppo e nessuno ha il coraggio di reagire. È tutto vero (e agghiacciante)


 

È impensabile che nel 2016 possa ancora accadere una cosa simile. Eppure questa vicenda ha sconvolto un po’ tutti, sia per il fatto in sé sia per le riflessioni che tutte le compagnie aeree sono ora costrette a fare. Una donna inglese di 50 anni è morta a bordo di un volo di 3 ore da Antalya (Turchia) a Mosca (Russia). La donna, diabetica, si è sentita male ed è deceduta dopo soli 45 minuti dal decollo a causa della mancanza di insulina, che aveva lasciato nel bagaglio in stiva. (Continua a leggere dopo la foto)

 







Il personale di bordo non ha potuto fare altro che constatare il decesso e coprire il corpo, costringendo i passeggeri a viaggiare con il cadavere, alcuni molto vicini, per tutta la durata del volo: il comandante ha deciso di arrivare a Mosca invece di fare un atterraggio di emergenza. Il marito della donna ha detto alla stampa russa che aveva preso l’insulina solo un’ora prima della partenza sul volo della Azur Flight e pensava non ci fosse bisogno di portarla con sé durante il volo. Per questo motivo avevano pensato di lasciare il medicinale nella stiva. In ogni caso quello che lascia sgomenti è la decisione presa dal comandante di non atterrare prima e, soprattutto, l’aver costretto i passeggeri ad un’esperienza simile. Ve lo immaginate? Voi cosa avreste fatto? (Continua a leggere dopo la foto)




Ricordiamo un episodio analogo avvenuto qualche tempo fa. Un uomo aveva avvertito un malore sul volo che lo doveva portare da Istanbul a Barcellona, ma l’atterraggio d’emergenza all’aeroporto ‘Papola Casale’ di Brindisi si è rivelato inutile. Quando l’aereo è atterrato a Brindisi, infatti, per il passeggero, un 52enne pakistano accompagnato da due bambini, non c’era più nulla da fare.  (Continua a leggere dopo la foto)


 

Un altro caso, ben diverso, ci rimanda a Roy che stava viaggiando sul volo Alitalia Palermo-Roma insieme ad Alessandra, la sua padroncina. Roy è morto sull’aereo vittima forse di un colpo di calore, soffocato a causa dell’alta temperatura e di un impianto di condizionamento che non funzionava correttamente. Roy, un piccolo carlino di tre anni, ora non c’è più e oltre ad Alessandra ha lasciato sola anche Piper, 6 anni, la sua compagna di una vita cui era legatissimo. Anche la cagnolina era sullo stessa aereo, il 26 agosto 2011, ma è riuscita a sopravvivere e ad arrivare nella nuova casa romana. A quindici giorni di distanza, al di là del triste ricordo, la vicenda si portò dietro strascichi giudiziari: ai carabinieri di Fiumicino fu presentata una denuncia ipotizzando una omissione di soccorso. Alessandra, 37 anni, si era rivolta ad un avvocato: la colpa non è solo imputabile al presunto guasto dell’impianto di condizionamento ma anche agli assistenti di volo che non le hanno permesso di fare alcunché per salvare il piccolo Roy.

 

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