Sale in macchina con il figlio di 2 anni poi, quando raggiunge i 120 km orari, slaccia la cintura di sicurezza del piccolo e si schianta contro un muro. No, non è stato un incidente. Questo papà lo ha fatto di proposito. Pelle d’oca


 

Mentre in Italia sta destando scalpore l’iniziativa del Fertily Day, voluta direttamente dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che con i suoi spot dovrebbe almeno in teoria invogliare le famiglie italiane a procreare, i dati sugli infanticidi e sui maltrattamenti sui bambini raccontano una situazione ai limiti dell’allarme. Ogni anno, secondo i dati diffusi da due fonti ufficiali attendibili come l’Istat e l’Eures, in Italia si registrano dieci casi di infanticidio e 20 di omicidio ai danni di bambini. I dati, che potrebbero essere sottostimati, sono notevolmente più bassi se li si confronta con quelli statunitensi. (Continua a leggere dopo la foto)







Negli Stati Uniti, recenti studi hanno rilevato che 7,2 bambini su 100.000 muoiono durante i loro primi 4 anni di età, uccisi dalla madre, un familiare o uno sconosciuto. Dati che considerando l’intera popolazione statunitense, non possono che fare altro che preoccupare. (Continua a leggere dopo la foto)






L’ultimo caso di infanticidio, o per meglio dire, di “tentato infanticidio”, arriva direttamente dagli USA: un uomo avrebbe slacciato intenzionalmente la cintura che bloccava il seggiolino del figlio sul posto passeggero e successivamente si sarebbe andato a schiantare su un muro alla folle velocità di 120 chilometri orari. Nathan Weitzel, 29 anni, era sotto effetto di cocaina alla guida e la sua follia lo ha condotto a compiere questo insano gesto che ha messo a repentaglio la sua vita e quella del figlio, Isaia. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il piccolo, subito dopo lo schianto, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, dove è stato ricoverato con tagli, una commozione cerebrale e una frattura alla gamba. L’uomo invece, dopo essere stato curato, è stato arrestato dalle forze dell’ordine; secondo le prime ricostruzioni, Nathan avrebbe raccontato di aver guidato per qualche ora vicino Arapahoe County, in Colorado; tutto per riuscire a trovare un “buon posto per parcheggiare la macchina e uccidere suo figlio”. Secondo quanto riportano gli atti, alla base della decisione dell’uomo la sua convinzione di non “essere abbastanza uomo per crescere un bambino”. Intanto il piccolo è stato affidato alla madre, che ha dovuto chiedere dieci settimane di permesso che non le verranno retribuite, proprio per provvedere alle cure del piccolo Isaia. Proprio per questo è stata aperta una raccolta fondi su GoFoundMe, famoso sito di raccolta fondi, in cui si legge: “Nancy Lopez è un’amorevole madre single di suo figlio, Isaia. Domenica Isaia è stato coinvolto in un incidente mortale”.

 

Bellissime insieme, madre e figlia. Poi quell’incidente stradale e la morte della bimba. Ora, però, oltre al dolore, la mamma rischia anche il carcere. Una storia incredibile. E voi, cosa ne pensate?

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it