Marina Addati, la mamma arrestata per aver avvelenato le figlie è innocente


Non ha mai attentato alla vita delle figlie, come è stato riconosciuto dai giudici del Tribunale di Napoli: Marina Addati, 33enne residente a Napoli in zona borgo dei Vergini. La donna era stata accusata di aver tentato di uccidere la figlia di tre mesi, Vittoria, giunta in fin di vita al Santobono, ieri assolta con la formula più ampia.

Dalle indagini è emerso che le piccole potrebbero soffrire di una mutazione genetica che non consente loro di espellere i farmaci. Marina Addati avrebbe quindi somministrato loro le giuste dosi di farmaco e nel modo corretto, ma i loro corpi non avrebbero espulso, come accade normalmente, il farmaco, creando un accumulo che ha causato l’intossicazione. La figlia di 3 mesi fu portata all’ospedale Santobono di Napoli, le sue condizioni erano gravi, tanto che andò in coma. I medici trovarono un livello altissimo di un farmaco nel suo sangue, anche se la terapia di cui aveva parlato la donna era finita da un mese. (Continua a leggere dopo la foto)







E non è l’unica assoluzione della donna, che – tornata libera dopo due anni di detenzione – è stata scagionata lo scorso luglio anche dal Tribunale di Roma. Marina Addati è stata processata anche a Roma, dove era arrivata la piccola Asia (aveva tre anni), prima figlia della ragazza napoletana. Ma la verità, che ha scagionato la 33enne partenopea, è via via venuta a galla nel corso dei due processi paralleli. L’accusa di tentato omicidio infatti è stata giudicata troppo cattiva anche per le altre donne che si trovavano in carcere. (Continua a leggere dopo la foto)






Addirittura le sputavano addosso, la aggredivano ed ogni volta che qualcuna si trovava fuori la sua cella. Marina era costantemente minacciata. La donna è stata assolta perché il fatto non sussiste. In questo momento non vede solo l’ora di vedere le sue due bambine. Le figlie in questi tre anni chiedevano spesso di lei, nonostante il tribunale avesse momentaneamente tolto la potestà genitoriale ad entrambi.  (Continua a leggere dopo la foto)



 

La patologia delle sue figlie sarebbe la controprova che la mamma non ha mai voluto fare del male alle bambine. Dopo l’assoluzione, Marina ha chiesto di poter riabbracciare le sue figlie e poter riavere la potestà genitoriale.

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