A 12 anni viene beccato dagli insegnanti con un profilattico in tasca. Poi prendono il suo cellulare e quello che leggono è assurdo e scioccante. E purtroppo non è finita qui…


 

Una normalissima gita scolastica delle medie che si trasforma in un caso mediatico e accende gli animi di tutti: benpensanti e progressisti. Ognuno con il suo punto di vista, condivisibile o meno, ma comunque legittimo. Siamo nel 2015, quando nel corso di un normalissimo viaggio d’istruzione gli insegnanti dell’istituto comprensivo “Ugo Foscolo” di Soverato in provincia di Catanzaro mettono le mani in tasca a uno studente e fanno una scoperta che li lascia di stucco.

La scoperta li ha lasciati talmente tanto scioccati che hanno deciso di punire il ragazzino, impedendogli di partecipare alla gita prevista nel successivo anno scolastico.

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Quello che ha destato così tanto clamore e che ha portato alla drastica decisione è stato un profilattico trovato ancora sigillato nelle tasche del 12enne. Ma a quanto sembra il ragazzo non si è fermato qui. Secondo la relazione del Garante, Antonio Marziale l’alunno delle medie avrebbe “inviato un messaggio ai compagni sul gruppo WhatsApp contente una frase lesiva ed offensiva nei confronti di un’alunna di undici anni”. 

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E ancora, al ragazzino, spiega sempre il garante, viene contestato anche di aver “compiuto un atto di autoerotismo durante l’orario scolastico”. Per tutti questi motivi il dirigente scolastico Domenico Servello prima ha avvisato a voce i genitori, poi ha inviato loro il 23 marzo di quest’anno una comunicazione con la quale li informava che il figlio non avrebbe potuto partecipare al viaggio d’istruzione previsto ai primi di aprile.

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Dopo, questa decisone il caso è letteralmente sploso, tanto da finire in Parlamento. Infatti, la deputata del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Giannini, ricostruendo la vicenda: “Il garante ha chiamato i genitori del ragazzo, il preside e l’ufficio regionale della Calabria ma il dirigente dell’Usr ha delegato lo stesso dirigente a rappresentarlo facendo coincidere controllore e controllato. All’indomani di questa mancanza ho riscritto l’interrogazione. Il capo di quell’istituto non riesce a gestire casi complicati come questo. Va inoltre detto che le scuole non hanno più mezzi per poter svolgere la loro funzione. Il ministro dell’Istruzione deve interrogarsi. L’alunno è stato punito con una sanzione tardiva che non insegna nulla al ragazzo. Nel frattempo è stato persino discriminato dagli altri”.

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