La sorellina di 7 mesi è intrappolata sotto le macerie, la piccola di 5 anni muore per salvarla


Due bambine tra le macerie di un edificio colpito da un raid aereo nel Nord-Ovest della Siria, con la più grande, Riham, 5 anni, schiacciata da un blocco di cemento, che tiene per la maglia la più piccola, Touka, sette mesi, sospesa a diversi metri dal suolo. Più in alto, il padre disperato che cerca di raggiungerle portandosi le mani sulla testa. L’immagine è stata scattata dal fotografo Bashar el-Sheikh, dell’emittente locale SY24, e rilanciato anche dalla Bbc. Riham morirà, ma Tuqa resta nelle immagini attaccata alla sua mano.

La fotografia è stata scattata mercoledì scorso ad Ariha, nella provincia di Idlib, dopo un bombardamento. Le due sorelle sono cadute dall’edificio poco dopo la scatto: portate in ospedale, Riham è morta poco dopo, mentre Touka è “in terapia intensiva per trauma cranico”, ma “le sue condizioni sono stabili”, ha detto alla France presse il medico Ismail. Nell’attacco aereo sono rimaste uccise la mamma e una sorella delle due bambine, Rowane, 3 anni. Altre due sorelle sono rimaste ferite. (Continua a leggere dopo la foto)







Almeno 103 persone, tra cui 26 bambini, sono morte in attacchi messi a segno negli ultimi 10 giorni dalle forze di Damasco su ospedali, scuole e mercati, nell’”apparente indifferenza della comunità internazionale rispetto all’aumento del numero di vittime civili causato da una serie di raid a Idlib a in altre zone nel Nord-Ovest della Siria”. È quanto ha denunciato oggi il Commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet. (Continua a leggere dopo la foto)






“Nonostante i ripetuti appelli delle Nazioni Unite a rispettare il principio di precauzione e distinzione nel corso delle ostilità, quest’ultima incessante campagna di attacchi aerei da parte del governo e dei suoi alleati ha continuato a colpire strutture mediche, scuole e altre infrastrutture civili come mercati e panetterie – ha detto oggi Bachelet – si tratta di siti civili e sembra altamente improbabile, dato lo schema ripetuto di questi attacchi, che siano stati tutti colpiti per caso”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Bachelet ha ricordato che “gli attacchi intenzionali contro i civili sono crimini di guerra”, denunciando quindi il “fallimento di leadership da parte delle nazioni più potenti del mondo”. Sono “diverse centinaia di migliaia i bambini, le donne e gli uomini rimasti uccisi in Siria dal 2011, così tanti che non è neanche più possibile dare una stima credibile”, ha rimarcato il Commissario Onu. E se “nei primi anni di questo conflitto, quando le vittime erano decine, poi centinaia, poi migliaia, il mondo ha dato prova di grande preoccupazione, ora gli attacchi aerei uccidono e mutilano un numero significativo di civili più volte alla settimana, e la risposta sembra essere una scrollata di spalle collettiva”, ha aggiunto.

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