”Hai un tumore o l’Aids?”, le chiede l’infermiera quando si ritrova davanti le sue guance scavate e i suoi occhi che guardano il vuoto. Ma lei non ha nessuna delle due cose. E quella domanda le cambia profondamente la vita


 

Ha lottato 10 anni contro i disturbi alimentari la giovane Kat Manzullo che, nell’ultimo periodo della sua malattia, si nutriva solo ed esclusivamente di un frullato proteico di 300 calorie. Il calvario di Kat inizia quando la ragazza ha 18 anni, è allora che, prima inizia a ridurre le porzioni, per poi smettere di mangiare cibi solidi e iniziare ad andare in palestra 5 volte a settimana. ‘’Ero senza speranza e non c’era possibilità di aiutarmi: l’anoressia si era impossessata di me’’, ha raccontato la ragazza al Sun. ‘’Bevevo il frullato proteico da 300 calorie metà al mattino, metà la sera. Non toccavo cibo solido. È stato orribile, non avevo energie, ero perennemente stanca e non avevo voglia di fare nulla’’. Dall’anoressia all’ospedale il passo è breve e la ragazza, senza forze, viene ricoverata. ‘’Quando ero in ospedale, un’infermiera mi ha scambiato per una malata di Aids o di cancro. Avevo le guance scavate, le anche sporgenti, gli arti come bastoncini, ero uno scheletro e sì, sembravo una malata terminale anche nelle ‘energie’: a malapena riuscivo a stare in piedi’’.

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Al di là delle apparenze, Kat aveva grossi problemi: ‘’Avevo sempre dolori al collo e alla schiena, i miei muscoli si stavano consumando e faticavo persino a muovermi’’. Ma perché non si è mai decisa a curarsi?‘’Ho combattuto a lungo per sconfiggere questa tremenda malattia ma non potevo perché avevo bisogno di un’assicurazione e quella che avevo copriva le mie cure solo per brevi periodi. E così la mia condizione peggiorava di continuo’’. Quell’episodio con l’infermiera, però, le cambia la vita. (Continua a leggere dopo la foto)


‘’I disordini alimentari sono difficili da gestire – ha detto la ragazza – ho lottato strenuamente per superare la mia ossessione che mio marito da sempre fatica a comprendere. Però è stato un grande: mi è stato vicino e anche per lui è stata dura. Non è facile vedere la donna che ami distruggerti sotto i suoi occhi’’. Ovviamente, la figura del marito è stata fondamentale per lei: ‘’Volevo guarire per mio marito. E non volevo accontentarmi di sopravvivere, volevo vivere bene’’. Oggi Kat ha 31 anni e sta meglio. Ora, per dire, riesce a guardare la sua condizione da un altro punto di vista. Ha capito, per esempio, che la base del suo male affonda le sue radici in un passato remoto. Aveva solo 7 anni quando i compagni di scuola la prendevano in giro per il suo peso. Da lì, secondo la sua analisi, è iniziato tutto.

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“A 7 anni per la prima volta ho pensato di essere grassa ed è stato da allora che ho iniziato a mangiare cibi grassi col contagocce’’. Poi, dall’età di 18 anni, inizia il vero calvario che si conclude dopo il settimo ricovero ospedaliero. ‘’Il desiderio di dimagrire non mi abbandonerà mai, quella con l’anoressia sarà per sempre una battaglia. Lei non è scomparsa del tutto, ma ora mi fa vivere una vita serena. Ciò che voglio ora è aiutare le persone con disturbi dell’alimentazione. Credo che la missione della mia vita sia questa’’.

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