Poco prima di compiere 18 anni decide di aprire un conto corrente e dopo qualche giorno le accreditano oltre 4 mln di € per sbaglio. L’incredibile storia di questa “fortunatissima” ragazza vi lascerà a bocca aperta: ecco cosa ha fatto con quei soldi


Cosa fareste se dall’oggi al domani il vostro conto corrente (probabilmente quasi sempre in prossimità dello zero) risultasse con un saldo all’attivo di oltre 4,5 mln di Euro? Ok, lo svenimento ci sta, ma subito dopo che fareste? Molti di voi probabilmente si recherebbero subito in banca a dire: “Hey, ma siete sicuri? Forse c’è uno sbaglio…”. Ma non è quello che ha pensato di fare la protagonista della nostra storia, oggi indagata a piede libero per una storia che più o meno ha lo stesso prologo, ma non di certo lo stesso seguito. Christiane Jiaxin Lee, 21enne studentessa malese di ingegneria chimica, ha finto di essere sorpresa quando mercoledì 4 maggio è stata arrestata all’aeroporto di Sydney mentre stava imbarcandosi per recarsi in Malaysia. Eh sì, perché in fondo tutto sommato aveva speso “solo” 1,3 milioni dei 4.653.333,02 dollari australiani (poco più di 3 milioni di euro al cambio attuale) che le erano stati erroneamente dati come credito illimitato sul suo conto alla Westpac, una delle quattro principali banche australiane.

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Erano quattro anni che la ragazza viveva nel lusso sfrenato: acquisti di gran marca, ristoranti prestigiosi, hotel cinque stelle. Christiane non si era fatta mancare niente da quando, un mese prima del suo 18mo compleanno, aveva aperto un conto e si era trovata per errore accreditata di una somma stratosferica. Solo che invece di andare allo sportello e dire “scusate, controllate bene perché forse c’è un errore” aveva iniziato a spendere alla grande. Qualcosa deve aver sospettato: infatti aveva chiesto e ottenuto in tutta fretta un passaporto malaysiano con la scusa di aver smarrito il suo e stava cercando di lasciare l’Australia, dove viveva da cinque anni, per far visita ai genitori. Ma gli agenti della polizia federale l’aspettavano all’imbarco. Ora dovrà comparire in tribunale a Sydney il prossimo 21 giugno e firmare due volte al giorno il registro delle presenze alla più vicina stazione di polizia. La morale? Essere onesti, sempre, perché tanto alla fine la verità viene sempre a galla.

 

Parte tutto da un messaggino su Facebook, poi la conversazione si sposta su Whatsapp e alla fine vi rubano tutto quello che avete sul conto corrente. Come fanno? Ve lo spieghiamo qui, nel frattempo occhi aperti…

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