Erano stati travolti da una valanga 16 anni fa (ve li ricordavate?). Oggi l’incredibile scoperta: due scalatori hanno ritrovato i loro resti. Una storia davvero incredibile. Ecco cosa hanno visto quando sono arrivati sul posto…


 

Sono stati trovati intrappolati nel ghiaccio dopo 16 anni i corpi di Alex Lowe e David Bridges, i due alpinisti statunitensi travolti da una valanga mentre stavano scalando lo Shishapangma, sulla catena dell’Himalaya in Tibet. Secondo quanto riportato dalla “Alex Lowe Charitable Foundation”, il ritrovamento è avvenuto a opera di due scalatori che si trovano sulla stessa montagna per aprire una via nuova sulla parete Sud.

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Lowe, all’epoca 40enne, era una leggenda mondiale dell’alpinismo e avrebbe dovuto raccontare l’impresa insieme al suo cameraman Bridges in una serie di documentari della Nbc Sport, presentata da Sting. Su quella vetta però, nell’ottobre del 1999, i due trovarono la morte a ottomila metri d’altezza. Solo Conrad Anker, terzo membro della spedizione, sopravvisse all’incidente: in seguito sposò la vedova di Lowe adottando anche i suoi tre figli.

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Lowe era nato nel Montana e cresciuto sulle pareti dello Yosemite: il suo talento gli era valso i soprannomi di ‘mutante’ e ‘polmone con le gambe’. Ed è notizia di oggi che una valanga distaccatasi nella zona della val Martello, in provincia di Bolzano, non ha lasciato scampo a Karl Gruber, 49 anni di Meltina. La slavina è stata localizzata nella zona di Punta Livi a 3.352 metri di quota. 40 metri dalla vetta si è staccato un fronte di neve largo 200 metri e lungo 500. La vittima è rimasta sepolta sotto un metro e mezzo di neve ed è stato liberato dai suoi compagni di escursione. Rianimato sul posto e poi trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, l’uomo è morto poco dopo. Nelle operazioni sono stati impiegati 15 uomini del soccorso alpino di Martello e Laces.

 

 

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