Ecco cosa ha battuto Facebook. L’esperienza di una ragazza che riesce a fare a meno dei social: ”Vi spiego come passo il tempo…”. Da non crederci!


 

Per un giorno lo smartphone viene messo da parte. Niente social network, chat, selfie e condivisioni. Almeno una volta alla settimana è tempo di riscoprire le arti manuali. È quanto accade a Sant’Anna di Seminara, in provincia di Reggio Calabria, tutte le domeniche. Un’associazione organizza il ”Salotto di Penelope”: ”L’eta? Dagli undici agli ottantacinque anni – dice all’Adnkronos Antonio Casella, presidente di Terramala e autore delle fotografie del primo incontro-, c’è chi impara, chi riprende un hobby mai dimenticato e chi insegna i punti base”. La più giovane è Annalisa che sta lavorando al suo primo centrino. ”È quasi finito, è tutto bianco, bellissimo. Vado a scuola, ma la domenica mi ritrovo con le mie zie a imparare l’uncinetto – dice all’Adnkronos -. Da grande farò la veterinaria. Sì, ho già scelto. Adoro i cani come il mio amatissimo Aron, il nostro San Bernardo”.

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Il luogo è incantevole, l’atmosfera è rilassata, si sorseggia un bel caffè e si chiacchiera. ”Vengono molti anziani con le badanti straniere. Qualcuna si intimidisce, altre ci provano. Ne risulta un laboratorio, diciamo così ‘multietnico’, di ricamo e di uncinetto, ma anche una scuola di vita, dove si incontrano diverse generazioni qui a Sant’Anna”. Un borgo di antichissime origini, circondato da ulivi secolari. ”Un tempo veniva chiamato Decalstilium, la decima stazione di posta dell’antica Via Popilia, una strada che a Capua si distaccava dalla via Appia per raggiungere Reggio, oggi è un borgo di 250 abitanti, dove la vita trascorre lentamente seguendo il ritmo delle stagioni. Gli abitanti sono quasi tutti produttori di olio d’oliva, molti di loro superano i 90 anni e non esiste la criminalità. Sant’Anna è un posto dove si vive bene e a lungo”.



 

“Attente a quelle truffe: ecco come le donne finiscono raggirate su Facebook…”