Una pagella cucita in tasca: la storia del bambino morto in mare


Aveva 14 anni il giovane migrante ritrovato con la pagella in tasca. Il foglio era piegato con cura e cucito in una tasca. Non si sa se per il ragazzino era solo un motivo d’orgoglio. Forse, e questo sarebbe peggio, doveva essere una sorta di prova del fatto che arrivava con buone intenzioni. La pagella è stata ritrovata da Cristina Cattaneo, medico legale del laboratorio Labanof.

Il 14enne veniva dal Mali, e veniva in Europa nel tentativo di trovare una vita migliore. La sua storia è raccontata in Naufraghi senza volto (Cortina Editore) il libro appena pubblicato da Cristina Cattaneo. La storia del migrante è stata disegnata dal vignettista di Propaganda Live Makkox. In tasca il medico legale incaricato dell’autopsia gli trovò appunto una pagella scolastica, cucita nella tasca. (Continua a leggere dopo la foto)



A raccontare questa storia è proprio l’anatomopatologa Cristiana Catteneo, del laboratorio Labanof (laboratorio di antropologia e odontologia forense), nel libro “Naufraghi senza volto” appena pubblicato da Raffello Cortina Editore. Nel volume, di cui il Corriere della Sera riporta oggi alcuni stralci, Cattaneo descrive il momento in cui lei e i suoi colleghi trovarono la pagella. ”Mentre tastavo la giacca, sentii qualcosa di duro e quadrato. Tagliammo dall’interno per recuperare, senza danneggiarla, qualunque cosa fosse. Mi ritrovai in mano un piccolo plico di carta composto da diversi strati”. (Continua a leggere dopo la foto)




”Cercai di dispiegarli senza romperli e poi lessi: Bulletin scolaire e, in colonna, le parole un po’ sbiadite mathematiques, sciences physiques… Era una pagella. ‘Una pagella’, qualcuno di noi ripeté a voce alta. Pensammo tutti la stessa cosa, ne sono sicura: con quali aspettative questo giovane adolescente del Mali aveva con tanta cura nascosto un documento così prezioso per il suo futuro, che mostrava i suoi sforzi, le sue capacità nello studio, e che pensava gli avrebbe aperto chissà quali porte di una scuola italiana o europea, ormai ridotto a poche pagine scolorite intrise di acqua marcia?”. (Continua a leggere dopo la foto)

 


Solo l’anno scorso hanno perso la vita nel Mediterraneo almeno 2 mila persone, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. L’Oim stima che siano circa 30.000 i morti in mare negli ultimi 15 anni. Cattaneo ha lavorato in un progetto sperimentale con una task-force per dare un nome ai migranti vittime dei naufragi, individuando una procedura-tipo.

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