“Stai calmo, papà è qui e il fratellino ci aiuterà”: le parole del papà al figlio nel pozzo in Spagna


Si lavora senza sosta, giorno e notte, per salvare Julen, il bimbo caduto nel pozzo di 107 metri domenica a Totalan, vicino a Malaga. Una vicenda che sta tenendo col fiato sospeso la Spagna e tutto il mondo e più passano le ore, più aumenta la preoccupazione. È una corsa contro il tempo quella dei soccorritori, che secondo le stime fornite dal delegato del governo in Andalucia, Alfonso Rodriguez Gomez de Celis, che sperano di localizzare il bimbo di 2 anni nelle prossime 24-48 ore.

Durante le operazioni svolte questa mattina, 16 gennaio, sono state trovate tracce biologiche all’interno del pozzo, tra cui alcuni capelli, e gli esami del Dna hanno confermato che appartengono al piccolo Julen. “Ora abbiamo la certezza che Julen è lì sotto”, ha detto la sottodelegata Maria Gàmez, come riporta El Pais, smentendo così le voci di quanti sostenevano che contrariamente alla versione fornita dai genitori il loro bambino non fosse caduto affatto nel pozzo. (Continua dopo la foto)



“Dopo aver trovato le tracce biologiche, scaviamo con ancora più convinzione. Sappiamo che potrebbe essere vicino”, ha aggiunto successivamente. Le squadre di soccorso stanno scavando due tunnel: uno sul lato della montagna, in orizzontale, e uno in verticale, per arrivare a Julen. Ad aiutare i soccorritori anche una squadra di esperti in soccorso minerario. Si tratta di otto specialisti della Brigata di Salvataggio nelle Miniere giunti sul posto in aereo dalla regione delle Asturie. (Continua dopo la foto)




Mobilitati dal ministero della Difesa, gli otto specialisti saranno impegnati per scavare manualmente l’ultimo tratto del tunnel orizzontale, per tentare di raggiungere il piccolo, come ha confermato il portavoce della guardia civile, che coordina le operazioni. In queste ore è arrivato anche lo sfogo davanti alle telecamere del padre di Julen, Josè, che nel 2017 aveva vissuto una tragedia immensa: Oliver, il fratello di Julen, è morto a soli 3 anni per un attacco di cuore. (Continua dopo la foto)

 


“Stavamo preparando una paella, stavo gettando legna sul fuoco e mia moglie ha preso il telefono per informare che non andava a lavorare, mi ha chiesto di tenerlo d’occhio mentre lei chiamava, sono andato a raccogliere dei rami e il ragazzo è corso via”. “Mio cugino, che era più vicino, è arrivato dopo di lui e ha cominciato a gridare ‘il bambino, il bambino!’. Ho visto Julen cadere nel buco – ha continuato -, le braccia alzate, io sono arrivato poco dopo. Ho spostato i sassi e infilato il braccio fino alla spalla, appoggiando la testa contro il terreno, per cercare di raggiungerlo. Ho potuto solo dire: ‘Stai calmo, papà è qui e il fratellino ci aiuterà'”.