Ricordate il Bimbo di ghiaccio? La sua storia commosse tutti: cosa gli è successo. Ogni mattina si presentava a scuola con la testa completamente ghiacciata. Eccolo oggi, a distanza di un anno


Ci sono storie e storie: quelle che finiscono con un nulla di fatto e quelle che invece trovano un lieto fine degno di un racconto della Disney. Come dimenticare la foto che rese celebre il bambino cinese dalla testa ghiacciata. Era gennaio, è passato un anno, dallo scatto incredibile del bambino di otto anni, il piccolo Wang Fuman, nella sua classe in un paesino dello Yunnan.. Il bambino, in quella foto, appariva con i capelli e le sopracciglia completamente ghiacciati tanto che ben presto fu ribattezzato dai media “Ice Boy”, “bimbo di ghiaccio” e anche “fiocco di neve”.

Per arrivare a scuola il piccolo Wang Fuman era costretto a camminare ogni giorno dalla sua casa di fango per quasi cinque chilometri, anche quando fuori le temperature erano ben al di sotto dello zero. L’indignazione suscitata dalla foto del “bimbo di ghiaccio” aveva scatenato la solidarietà e fatto partire una colletta per dotare la scuola di riscaldamento; inoltre al papà di “Ice Boy” era stato offerto un buon lavoro per migliorare le condizioni della sua famiglia. Ma cosa è successo un anno dopo al giovane cinese? (Continua dopo la foto)



Secondo il “Quotidiano del popolo”, Wang Fuman e la sua famiglia oggi si sono trasferiti in una casetta a due piani distante una decina minuti a piedi dalla scuola. “Ora siamo molto più al riparo dal vento e dalla pioggia”, ha detto la famiglia al giornale affermando di aver lasciato quella casetta di fango in cui il bambino viveva fino allo scorso anno. (Continua dopo la foto)


Inoltre nella scuola in cui era stata scattata la foto diventata virale è stato installato il riscaldamento ed è stato realizzato un dormitorio per i bambini che vivono nei villaggi lontani. Insomma, il “bimbo di ghiaccio” sembrerebbe vivere una vita un po’ più “semplice” adesso e secondo molti utenti il “merito” è soprattutto dei nuovi strumenti di comunicazione, senza i quali nessuno avrebbe visto quella foto e aiutato il giovane studente e la sua famiglia. (Continua dopo la foto)


 


Intanto, interpellato ancora dal giornale sul suo futuro, il giovane ha dichiarato di avere sempre lo stesso desiderio: studiare per diventare un poliziotto e quindi “prendere i cattivi”. Ci pensate? La potenza di una foto, ecco di chi è il merito (ma anche e soprattutto di chi, per primo, ha raccontato questa storia a livello internazionale). Chapeau.

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