È grave ricoverato in ospedale, gli sfilano la fede dal dito


Era il 1964 quando la signora Graziella ha messo la fede al dito di Giancarlo Bini, titolare del ristorante “ Eno-Oliteca Ombrone” di Suvereto, comune di tremila anime della provincia di Livorno in Toscana. Lui, in tutti questi anni non l’aveva mai tolta e adesso, dopo un ricovero all’ospedale, quel suggello d’amore è scomparso nel nulla. Ad accorgersi del furto la figlia.

Il fatto è avvenuto all’ospedale “ Misericordia” di Grosseto. I fatti risalgono a sabato scorso, quando Giancarlo Bini, malato oncologico di 78 anni, si è ritrovato senza la fede nuziale che non aveva mai tolto dal giorno del matrimonio. Conosciuto nella zona ma anche nel mondo in quanto è stato uno dei fondatori dell’Associazione italiana sommellier, l’uomo è ricoverato nel reparto di neurologia del nosocomio grossetano a causa di un aggravamento del tumore al polmone che lo costringe a letto con un’assistenza continua in quanto non più autosufficiente. (Continua a leggere dopo la foto)



Come riporta Il Tirreno, a fare la scoperta è stata la figlia Francesca. ”Sabato scorso – racconta la donna – mio padre è stato ricoverato per un problema neurologico in quanto malato grave di tumore al polmone che ormai è andato in metastasi. Quando sono rientrata nel reparto dove è ricoverato l’ho ritrovato sedato e legato mani e piedi alle sbarre del letto. I medici e gli infermieri si sono giustificati dicendo che a seguito di una caduta lo avevano dovuto assicurare a letto con dei mezzi di contenzione per paura che potesse ricadere”. (Continua a leggere dopo la foto)


”Proprio negli istanti successivi – continua Francesca – mia madre ed io ci siano accorte che mancava la fede d’oro a dito. Mio padre la teneva gelosamente, non se l’era mai tolta in quasi sessent’anni. Quando l’ho fatto notare al personale sanitario, questi rispondendomi in modo laconico mi facevano notare che la direzione dell’ospedale non ha responsabilità alcuna per questo tipo di eventi. Spero che la polizia faccia luce su questa vicenda”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Le donne si sono rivolte alla questura di Grosseto per sporgere denuncia. Tra i familiari del signor Giancarlo c’è tanta tristezza e incredulità. Oltre al dolore per la malattia che avanza e che ogni giorno debilita il loro caro oggi la famiglia di Giancarlo deve fare i conti con il furto choc che è stato messo in atto in un’ospedale, per di più in un reparto che si occupa di curare i malati oncologici. Le telecamere a circuito chiuso dovrebbero aiutare gli inquirenti a trovare il ladro.

Ladro sprovveduto. Ruba il cellulare a un’anziana signora. Gioco da ragazzi, avrà pensato il 30enne. Povero illuso, poco dopo si ritrova i carabinieri in casa. Non aveva fatto i conti con dettaglio tutt’altro che trascurabile. È la tecnologia, bellezza