Svuotano la casa della loro mamma morta, tre fratelli fanno una scoperta orribile. Volevano mettere ordine, ma non immaginavano di trovarsi davanti una scena simile


Sedetevi, per quella che stiamo per raccontavi è una storia ai limiti della comprensione umana. Una di quelle vicende che si fa fatica a capire e, pensate, persino a raccontare. Siamo a Northallerton, capoluogo della contea del North Yorkshire, in Inghilterra e tutto inizia con un lutto, come in un film dei fratelli Coen. I protagonisti sono tre fratelli che, dopo la dipartita della loro cara mamma, hanno dovuto fare i conti con una casa piena di ricordi e cianfrusaglie. Il loro compito era semplice: svuotare la casa svuotare l’abitazione di famiglia in cui viveva la donna per far spazio ad una ristrutturazione o addirittura ad una vendita.

Ma la piega noir avviene poco dopo, ovvero mentre i due frugavano tra cassetti e armadi: tra lo stupore e un pizzico di paura, ecco spuntare davanti ai loro occhi qualcosa che non avrebbero mai voluto vedere: i resti mummificati di un bambino, un fratellino che non avevano mai conosciuto. La terribile scoperta infatti riguardava strettamente la madre di tutte e tre, Carol Thompson, e l’ex marito della donna Melvin, genitore di uno dei fratelli. I resti del bimbo erano nascosti in una scatola scoperta in una credenza sotto le scale dell’abitazione. (Continua dopo la foto)







Quando hanno scoperto il contenitore, i tre fratelli credevano di trovare vecchie cianfrusaglie ma una volta aperto l’involucro hanno scoperto delle buste e un piccolo corpo mummificato avvolto tra alcuni panni. Le successive analisi di laboratorio effettuate dalla polizia, a cui i tre si sono rivolti, hanno stabilito che si trattava di un loro fratellino di cui però in famiglia non si era mai parlato. La polizia del North Yorkshire ha immediatamente avviato una indagine sul caso ma nonostante abbiano ascoltato parenti e amici della famiglia, nessuno di loro aveva idea di un altro bambino o di una gravidanza. (Continua dopo la foto)






A causa dello stato di conservazione dei resti, non è stato possibile far luce sulle circostanze della morte del piccolo né se sia venuto al mondo già morto ma sulle ossa non ci sarebbe alcun segno di violenza. Gli esami sugli abiti di cui era avvolto però hanno stabilito che possono essere datati dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’60. Cosa ha spinto i genitori di questi due fratelli ad una scelta così scellerata, nessuno lo comprende appieno. C’è da dire tuttavia che negli anni ’50 partorire in casa era la prassi: si faceva tutto con l’aiuto di una levatrice esperta e tanti asciugamani caldi. Se il bambino tuttavia nasceva morto, con delle gravi lesioni o con qualche determinata sindrome, era compito della levatrice occuparsene. (Continua dopo la foto)



 


In alcuni casi veniva registrato come morto e spedito nell’ospedale più vicino per degli studi. In altri situazioni, come in caso decesso del feto, era la famiglia ad occuparsene, magari con un piccolo funerale in casa, con il parroco e qualche stretto parente. Prima, in fin dei conti, morire durante il parto non era evenienza rara e tutti erano molto più abituati, ma cosa ha spinto questa donna e suo marito a lasciare il figlio morto in casa, beh, nessuno lo saprà mai.

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