Anziana riceve una maxi-bolletta da diciottomila euro e ha un malore: “Sono disperata”


Le arriva una maxi-bolletta dell’Eni da diciottomila euro e ha un malore. Succede a una donna di 81 anni, Rosa, che ha deciso di rendere pubblico quanto accadutole con un racconto dettagliato nel salotto di Eleonora Daniele a Storie Italiane, programma di RaiUno. La signora, residente in zona Laurentina a Roma, si è vista recapitare una maxi-bolletta da tre zeri qualche giorno fa.  “Devo dire la verità mi sono sentita male. – ha detto Rosa a Storie Italiane – Le bollette io le ho sempre tutte pagate e quando non ci riesco chiamo il prete della mia parrocchia e me le paga lui. A me sono morti quattro figli e ne ho uno a casa schizofrenico. Io alla mattina gli devo dare dei soldi… e quattro figli non ce li ho più. Mi devi credere non ce la faccio più”.

La giornalista ha annunciato di aver sollevato la questione presso gli enti competenti e ha dunque letto una lettera firmata dall’Eni stesso: una missiva nella quale l’azienda “assicura che farà tutte le verifiche e che troverà, in ogni caso, una soluzione che verrà incontro alle esigenze del cliente”. (Continua a leggere dopo la foto)



Le maxi-bollette in Italia non sono assolutamente una novità inaspettata. Anzi, ogni anno si registrano oltre duemila casi simili. Risulta frequente che al difensore civico, ma anche alle associazioni consumatori, si rivolgano cittadini che hanno ricevuto bollette da migliaia di euro. In questo caso, però, non esiste un servizio di conciliazione a livello locale. Le bollette astronomiche sono quasi sempre maxi conguagli. Come mai? La normativa in merito è precisa, spiega l’Aduc, ma i gestori non si sono attrezzati e spesso capita che vengano messi in bolletta anche consumi risalenti ad anni precedenti, che nel computo non ci possono stare. (Continua a leggere dopo la foto)


La legge, fa presente l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, dice infatti che non possono essere pretese somme relative a consumi che il fornitore avrebbe potuto e dovuto pretendere oltre cinque anni prima dell’emissione della fattura. Anche perché il tutto è cambiato da circa un anno: gli operatori di energia elettrica non possono più mandarci fatture con conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. È la cosiddetta “prescrizione” delle bollette che la legge di bilancio 2018 ha abbassato da cinque anni a due. Una misura pensata per stroncare le maxibollette che, spesso, si abbattono su famiglie e piccole imprese senza che questi ne avessero alcuna colpa. I conguagli-monstre, infatti, sono spesso dovuti a mancate letture da parte dei distributori o a letture rettificate con grave ritardo. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Se i consumi sono riferiti a un periodo superiore ai due anni, spiega Arera, “il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”.

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