“Mamma, stiamo morendo?”. Come la piccola Irene ha salvato lei e la madre


“Mamma, stiamo morendo?”. “Sì, Irene, ma siamo insieme”, la storia di Irene e la sua mamma sta facendo il giro d’Italia. Poi per fortuna non è andata così e Giorgia, la mamma di Irene, è viva e ora, dall’ufficio dell’azienda di famiglia che progetta attrezzature per ristoranti, bar e pasticceria a dieci minuti d’auto da casa, Vangadizza, frazione di Legnago nel Veronese, racconta cosa è successo. “Era la verità, non sono riuscita a pensare ad altro, so che avrei dovuto…”, ammette ora che è sana e salva. Merito di sua figlia Irene, una bimba piena di vita che non aveva voglia di morire. E che, per salvarsi da quell’inferno, ha cercato una soluzione. Si è guardata intorno, ha visto il pulsante dell’alzacristalli elettrico ed è scattata. “Non ho avuto paura, cioè ero solo spaventata” ha raccontato al Corriere della Sera. La piccola Irene gioca a calcio, nella Sampietrina calcio, per la precisione. E sogna, un giorno, di diventare forte come i campioni della sua Juve. Continua a leggere dopo la foto




E invece di vantarsi per la sua impresa “eroica”, racconta cosa le abbiano regalato i suoi amici: “I miei amici sono venuti a trovarmi e mi hanno regalato l’album dei calciatori e il cioccolato bianco e al latte”. È dolcissima. Ma forte come una roccia e determinata. Se non fosse stato per lei, ora né lei né sua madre sarebbero vive. Giorgia Maron, 42 anni, e sua figlia Irene hanno rischiato di morire annegate dentro la Kia Sportage. “Sono una persona razionale, ma devo riconoscere che siamo state molto fortunate. È successo tutto in un attimo”. Era lunedì mattina, erano le sette e cinquanta. Giorgia stava uscendo di casa per accompagnare Irene a scuola; all’altra figlia Linda, 12 anni, aveva pensato il marito. Continua a leggere dopo la foto



E racconta: “Avevo sistemato la bambina nel suo seggiolino, con la cintura, quando sono scesa per dare le chiavi alla signora che doveva aiutarmi a casa nelle pulizie. Non so se è stata disattenzione. La macchina ha il cambio automatico, io avevo parcheggiato convinta di aver messo il freno. Invece mentre stavo raggiungendo la signora, lei mi ha gridato di stare attenta perché l’auto stava camminando da sola”.
Se Irene non ci fosse stata, l’auto sarebbe precipitata nel torrente: “Ma dovevo risalire subito per liberare mia figlia dalla cintura di sicurezza”. E lo fa. Continua a leggere dopo la foto


 


“L’ acqua e il fango hanno riempito l’abitacolo in pochi secondi, io e Irene ci siamo spostate non se neanche io come sul sedile posteriore. Ho provato a sfondare un finestrino con i piedi, ma non ci sono riuscita. La bambina mi ha chiesto se stavamo morendo, le ho detto di sì, ma che eravamo insieme, per tranquillizzarla. E lì non so cosa è scattato in lei, se l’ingenuità dei più piccoli: ha cercato il pulsante dell’alzacristalli elettrico e l’ha premuto. Per fortuna l’impianto non era ancora andato in corto circuito. Ho detto: ‘Dio, siamo salve!’”. Ora entrambe sono tornate alla loro vita normale che da oggi, dopo quel che è accaduto, considerano di sicuro un po’ più speciale.

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