Deve assistere il figlio malato, il gesto dei colleghi è da brividi


Una dipendente ha il figlio malato ma ha finito le ferie. Nel dolore e disperazione, però, spesso si ritrova l’umanità: i colleghi dell’ospedale di Sant’Anna di Catanzaro non ci hanno pensato due volte e le hanno ceduto i loro giorni di ferie. Un gesto di estrema solidarietà: non è la prima volta che accade ma è sempre una gioia per il cuore scoprire che ancora nel 2018 un pizzico di umanità e amore verso il prossimo è rimasto su questa ‘terra’.  Una dipendente della clinica, madre di un bimbo affetto da una patologia importante, ha avuto difficoltà nell’accudire il figlio perché aveva esaurito le proprie ferie, i colleghi non ci hanno pensato su ed hanno chiesto all’azienda di poter donare i
propri giorni di ferie non goduti. (Continua a leggere dopo la foto)







A dar il via all’iniziativa è stato il marito della donna, anche lui dipendente del Sant’Anna, disponendo di giorni di ferie non ancora goduti, a chiedere di poter cedere quei giorni alla moglie. L’azienda ha cominciato a valutare l’ipotesi ma la notizia, inevitabilmente, ha iniziato a girare tra i reparti.  E come riporta La Gazzetta del Sud, una volta diventata di dominio pubblico la confidenza del collega ecco arrivata la bellissima decisione dei dipendenti della struttura ospedaliera calabrese. (Continua a leggere dopo la foto)




E l’azienda, il Sant’Anna di Catanzaro, spiega in una nota: “Sicuramente  non è la prima volta che accade; casi analoghi si sono registrati infatti in molte realtà aziendali italiane e non. Ma la solidarietà non è notizia che ‘scade’, come si dice in gergo giornalistico. Anzi, in questi nostri tempi che sembrano essere segnati dall’egoismo, ogni gesto di solidarietà diventa non solo notizia ma anche dovere di renderla pubblica. Una certa retorica chiama questo genere di storie ‘gare di solidarietà’, ma, a pensarci bene, non c’è alcuna gara e non ci sono vincitori né vinti. C’è solo il gesto che nasce dal profondo più autentico di quella che fin dalla notte dei tempi chiamiamo umanità e che, appunto, merita di essere ancora raccontata”. (Continua a leggere dopo la foto)


 

E ancora: “Il Sant’Anna Hospital è sempre stato orgoglioso del proprio personale, delle sue competenze, della sua professionalità, della sua capacità di accogliere il malato che soffre. Quello che è accaduto, quindi, in fondo non stupisce più di tanto. Di sicuro, però, fa immensamente piacere”.

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