“Genitori infami”. 3 figli morti in 16 mesi, per colpa loro. Fuori da ogni umanità. Una storia che fa tanta rabbia: cosa hanno fatto


Adesso arriva il pentimento e giurano di aver fatto un madornale errore. Questa storia, però, ha dei contorni agghiaccianti che lasciano esterrefatti e senza parole. Una coppia di genitori, nello spazio di sedici mesi, ha avuto l’abilità di far morire ben tre figli. Steven Burke e Margaret Atherton, rispettivamente 29 e 36 anni, durante la loro relazione hanno avuto otto bambini. L’ultima vittima è Savannah, una bimba di sole 10 settimane. Prima di lei altri due ‘fratellini’ sono passati a miglior vita: Jackson, di soli 3 giorni, e Leyton di un anno e mezzo. Entrambi morti per malnutrizione (il primo) e percosse (il secondo).  E adesso, come riporta il The Sun, la mamma è stata mandata via dal vicinato: a Wigan lei non può più avvicinarsi. Eppure lei prova a giustificarsi e spiega che si è trattato ‘solo’ di un maledetto errore. (Continua a leggere dopo la foto)







Il padre dei bambini, a soli 29 anni, ha già alle spalle un curriculum criminale niente male: ben 13 anni di furti e rapine oltre a esser stato pizzicato, in più circostanze, al volante in stato d’ebrezza. E proprio a causa del suo amore per l’alcool che Savannah oggi non c’è più: insieme a Margaret, una tragica sera, sono usciti a far baldoria. Ubriachi – l’uomo ha bevuto ben 15 lattine di birra – si sono dimenticati della piccola bimba di sole dieci settimane sul seggiolino. Lì Savannah ha smesso di respirare. Eppure, i campanelli d’allarme per una possibile tragedia c’erano tutti. Più volte, infatti, la polizia si era vista costretta a intervenire in casa della coppia per episodi catalogati come aggressione ed eccesso d’alcol.  (Continua a leggere dopo la foto)




Nonostante le tre vittime, Atherton è stata autorizzata a mantenere la custodia dei suoi cinque figli rimasti, tre dei quali hanno un padre diverso da Burke. La mamma, che una volta era ubriaca in ospedale mentre era incinta di 20 settimane mentre era in attesa della sua prima coppia di gemelli, è stata costretta a fuggire a Blackburn dopo essere stata perseguitata dalla gente di Wigan. Contattata dal Sun ha spiegato: “Sono stata ingiustamente accusata della morte di Savannah. Sì, è vero abbiamo bevuto tanto quella sera – spiega la donna – ma li abbiamo controllati e verificato: stavano bene”. Atherton spiega ancora che: “Non avremmo dovuto lasciarla su un seggiolino, eravamo via solo per qualche giorno…” (Continua a leggere dopo la foto)


 

E adesso Burke, che ha conosciuto Margaret dopo aver passato la bellezza di 4 anni in carcere, rivela di essere perseguitato dal pensiero di aver ucciso la sua piccola. Il criminale, condannato per reati come rapina, aggressione, furto, frode, danno e possesso di armi da fuoco, ammette tutto il suo dolore: “Ho cercato di uccidermi il giorno dopo Blackpool. Penso a loro ogni singolo giorno”. E al Sun spiega: “Non sapevo nulla dei pericoli che possono costituire i seggiolini”. Ciò che appare più bizzarro? Burke non si arrende e promette: “Tornerò con Margaret!”.

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