Infezione dopo aver mangiato sushi: la mano diventa così. Medici costretti ad amputarla. Dove è successo


La moda degli anni Duemila in Italia è quella del sushi. Soprattutto al nord-Italia e, più nello specifico, a Milano: l’aperitivo, il classico happy-hour, è ormai desueto. Meglio una cena ‘all can you eat’ a base di pesce crudo. La globalizzazione ha portato l’Italia ad apprezzare anche la cucina asiatica e, oggigiorno, il sushi è uno dei piatti preferiti dagli abitanti del Bel Paese. Ma occhio perché mangiare pesce crudo può portare a delle conseguenze inaspettate. Come nel caso di un anziano signore di 71 anni: una cena a base di sushi insieme ai suoi familiari si trasforma in un’autentica tragedia.

L’uomo, un sudcoreano, è andato al ristorante e ha consumato del sushi. Tornato a casa, dopo dodici ore la sua mano ha iniziato a gonfiarsi oltre ogni misura, con la comparsa di vesciche e lividi: una reazione incredibile all’apparenza, dopo aver cenato come aveva fatto altre volte con il sushi. È stato ricoverato all’ospedale di Jeonju, a circa 190 chilometri a sud di Seoul, d’urgenza: l’infezione che gli hanno diagnosticato i medici si chiama vibrosi, causata dal batterio Vibrio vulnificus, che si contrae proprio mangiando pesce crudo non controllato. L’uomo ha accusato febbre molto alta e vesciche grosse quanto una palla da golf. (Continua a leggere dopo la foto)







Le sue condizioni si sono aggravate rapidamente anche perché era affetto da diabete, ipertensione e gravi problemi renali. Dopo venticinque giorni di cure a base di antibiotici, però, la mano ha continuato a non dare segnali di ripresa: l’equipe medica sudcoreana ha proceduto con l’amputazione dell’arto, ormai in decomposizione. Ma è così grave la vibrosi? Questa infezione, dovuta alla presenza del ‘Vibrio vulnificus’, può portare a gravi conseguenze ma, di norma, con un quadro clinico ‘normale’, viene superata con una cura a base di antibiotici. (Continua a leggere dopo la foto)







Dissenteria abbondante, con sangue nelle feci. L’organismo è associato con infezioni di ferite e setticemia che possono originarsi dal tratto gastrointestinale o da superfici epiteliali traumatizzate. Produce setticemia in persone con epatopatie croniche, epatopatia da eccesso alcolico, emocromatosi, o immunosoppressione. Più del 50% dei pazienti con setticemia primaria può morire; la mortalità aumenta al 90% nei pazienti ipotensivi e può durare da giorni a settimane. Questa infezione ha un tasso di mortalità pari al 50% dei casi e di norma vengono colpiti i gruppi particolarmente vulnerabili quali gli anziani, quelli con patologia epatica pre-esistente, gli immunosoppressi; quest’ultimi, infatti, non dovrebbero consumare frutti di mare o pesce crudi come, appunto, il sushi. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Un caso simile è accaduto lo scorso luglio, in Florida. Un 71enne è morto dopo aver mangiato alcune ostriche. Il Dipartimento della Salute dello Stato ha confermato che l’uomo è morto due giorni dopo aver consumato un’ostrica cruda contaminata dal ‘Vibrio vulnificus’, batterio anche chiamato ‘mangia-carne’ per la capacità di causare gravi infezioni o lesioni alla pelle.

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