“Ecco perché si è sparato”. Il suicidio dello chef super stellato, spunta la voce choc. Un fattaccio che lo aveva messo nei guai


 

Una settimana fa il sipario era calato sulla vita di Benoit Violier, il «miglior chef al mondo» morto suicida con un colpo d’arma da fuoco. Un fulmine a ciel sereno arrivato a poche ore dal verdetto annuale sui riconoscimenti della Guida Michelin. Un lutto per tutto il mondo culinario. Il suo ristorante all’Hotel de Ville di Crissier si era classificato come il migliore al mondo, secondo autorevoli guide, era all’apice della carriera. Aveva tutto. O forse no, nelle ultime ore infatti il mistero intorno sulla sua morte si fa via via più chiaro.

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C’entra la pressione per un lavoro ritenuto tra i più stressanti al mondo, “Il nostro non è un mestiere facile. Hai a che fare con il pubblico e quindi sei continuamente sottoposto a un giudizio, che può essere negativo o positivo, ma resta comunque un giudizio che bene o male devi affrontare. Non è semplice gestire queste emozioni – ha detto qualche giorno fa Carlo cracco sulla morte del suo collega – ma bisogna imparare a farlo”. C’entra, forse, la pressione per una situazione economica tutt’altro che fiorente.

Secondo la rivista economica svizzera Bilan, l’azienda vinicola di Sion Private Finance Parners lo scorso anno vendette al ristorante di Violier a Losanna, una partita di costosissime bottiglie di vino poi mai consegnate. Bilan azzarda anche un buco nelle casse di Violier: tra i 720.000 e gli oltre 1,7 milioni di euro al punto da costringere l’azienda a dichiarare bancarotta lo scorso 30 novembre e uno dei partner sarebbe stato arrestato. Travolto dai debiti, sostiene `Bilan´, gli ultimi mesi di vita sarebbero stati «piuttosto tormentati» per Violier fino all’epilogo finale.

 

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