“Mamma vado a fare un giro”. Poi scompare nel nulla e la paura cresce di ora in ora


Ha saluto la madre. Il sorriso di sempre e nessun’ombra sul viso. Indossava un paio di scarpe da corsa, dei pantaloncini e un reggiseno sportivo nero. Era uscita per coltivare la sua grande passione, la corsa, e liberare i pensieri. Succedeva mercoledì pomeriggio ma da quella corsa non è mai più tornata. La polizia sta cercando Mollie Tibbetts, studentessa universitaria di Brooklyn – Iowa – di 20 anni, a tappeto battuto da quasi una settimana: anche con l’aiuto dei residenti della zona, è stato controllato ogni angolo della zona, ma di lei non è stata trovata la minima traccia.E mentre la famiglia e il fidanzato Dalton, disperati, non riescono a trovare una sola ragione per la quale Mollie avrebbe dovuto sparire volontariamente, gli investigatori della Contea di Poweshiek, in collaborazione con l’università e società di social media, stanno scandagliando a fondo i suoi account online e tutti i suoi dispositivi elettronici, portatili e non, in cerca di un indizio. (Continua dopo la foto)







Di una traccia anche minima che possa aiutarli a raccapezzarsi, tentando ovviamente di localizzarla anche tramite il suo telefonino.Finora, però, ogni sforzo si è rivelato vano e certamente non sono di conforto le parole del fidanzato e della famiglia, secondo i quali non è assolutamente da Mollie sparire così: non farsi sentire volontariamente da nessuno per giorni e giorni, sapendo di gettare tutti nell’angoscia non è un atteggiamento minimamente associabile al carattere della ragazza. (Continua dopo la foto)




Che all’inizio di agosto avrebbe dovuto partire con Dalton per una vacanza nella Repubblica Dominicana. Ma allora, se non è stata lei a voler sparire, nelle mani di chi è Mollie? L’angoscia cresce con il passare delle ore, così come la probabilità che questa vicenda vada ad aggiungersi ai tanti casi insoluti di persone che dovevano tornare a casa nel giro di un’ora e che non hanno mai più fatto rientro.Sono le gocce nel mare delle persone scomparse negli Stati Uniti, un’onda nera che sommerge il paese. (Continua dopo la foto)


 


Una paura ancestrale che nei sondaggi supera anche il terrorismo: nessuno sa come difendersi, nessuno è immune.
In tutte le città i cartelli “missing” sono diventati un arredo urbano, con quelle foto dai colori sbiaditi, gli sguardi ancora felici. Secondo l’Fbi nel 2012 i casi sono stati oltre seicentomila, poco meno di 500mila sono ragazzi sotto i 18 anni.

Ti potrebbe interessare: “Matteo Salvini? Soltanto un cialtrone”. Attacchi violentissimi contro il ministro dell’Interno

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it