Le carote fanno male, almeno queste. Erano mischiate a quelle normali, ma le hanno scoperte e sequestrate. Perché? Se le inventano davvero tutte…


 

Pharr-Reynosa International Bridge, è inverno ma il sole si fa sentire. Confine tra Texas e Messico, terra arsa e rossa che butta un occhio sul Golfo del Messico. Una sorta di linea Maginot per gli Yankee, corsia preferenziale per l’immigrazione ispanica ed il mercato, lecito e o meno, quella è questione di dettagli. Passa tutto, dalle persone, ai soldi, alla marijuana. Come successo domenica, quando gli agenti americani che presidiano la frontiera hanno scoperto più di una tonnellata di marijuana camuffata in un carico di finte carote. Esattamente 2.493 i chili nascosti in circa 3 mila pacchetti arancioni mischiati a carote vere, per un valore stimato di quasi 700 mila euro secondo le autorità.

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“Ancora una volta, le organizzazioni di traffico di droga hanno dimostrato la loro infinita creatività nel tentativo di contrabbandare grandi quantità di sostanze stupefacenti attraverso il confine Stati Uniti-Messico,” racconta il direttore della Pharr-Reynosa Efrain Solis al Daily Mail. “I nostri funzionari sono sempre pronti a rispondere a tali sfide e restare vigili nei confronti di qualsiasi tipo di attività illecita.” Non è la prima volta che carote e altri tipi di ortaggi vengono utilizzati come mezzo di contrabbando. Nel mese di novembre, le autorità hanno scovato 2 milioni di dollari di marijuana e cocaina in confezioni di carote e cetrioli. Due settimane dopo, altri ufficiali hanno trovato 479.000 dollari di marijuana nascosta tra sacchi di pomodori freschi.




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