“Un oltraggio”. Davide Astori, tifosi inferociti: cosa è successo. Firenze, brutta sorpresa in città, poi le immediate spiegazioni


 

Ha fatto molto discutere la decisione di “rimuovere” il muro dedicato al capitano Davide Astori a Firenze. Quella parata di sciarpe, ricordi e colori non c’è più. Dopo quasi 4 mesi dalla scomparsa del capitano della Fiorentina, prima del match che si doveva giocare a Udine, la società ha deciso di togliere dalla cancellata principale dello stadio Franchi tutte le sciarpe, le bandiere e i tanti messaggi che i tifosi avevano lasciato come omaggio nei giorni immediatamente successivi al decesso. Il cancello è ormai vuoto. Nessun atto contro il giocatore, certo, perché tutte le reliquie saranno conservate al centro sportivo, come comunicato già dalla Fiorentina, tra l’altro intitolato proprio al giocatore. I tifosi, però, si erano ormai affezionati a quel muro e avrebbero voluto mantenerlo così. Questo il comunicato ufficiale della Fiorentina in cui si annuncia la decisione: “D’accordo con la famiglia di Davide, la Fiorentina sta provvedendo a rimuovere maglie, sciarpe, lettere e tutte le altre testimonianze di grande affetto che tifosi, squadre ospiti e associazioni sportive hanno voluto apporre sulle cancellate del Franchi”. (Continua a leggere dopo la foto)



E poi continua la società: “Prima le piogge ed ora il sole stanno mettendo a dura prova la tenuta di tutto questo materiale che, una volta raccolto, sarà conservato da ACF Fiorentina al Centro Sportivo ‘Davide Astori’, in attesa di individuare una nuova collocazione”. Una decisione, comunque, che ha lasciato perplessi più di qualche tifoso a Firenze, ma che va letta in una chiave di rispetto e di valorizzazione. Poi se la famiglia del giocatore è d’accordo così, allora nessuno può mettersi contro. Intanto si continua a ragionare su quella perizia medico legale disposta dalla Procura di Udine dopo la morte di Davide Astori, capitano della Fiorentina scomparso lo scorso 4 marzo, che ha messo in risalto alcune considerazioni che saranno sottoposte alla Procura di Firenze, con l’obiettivo di accertare possibili responsabilità nella morte del difensore. (Continua a leggere dopo la foto)


Entrando nel dettaglio, dalla perizia sono emersi elementi indicativi di una patologia cardiaca. Davide sarebbe morto per tachiaritmia, nota anche con il nome di “morte improvvisa”. Gli inquirenti fiorentini sarebbero quindi al lavoro per stabilire se la patologia poteva essere diagnosticata in anticipo, e se, una volta effettuata la diagnosi, sarebbe stato possibile intervenire per evitare la morte del calciatore. Gaetano Thiene e Carlo Moreschi, i due specialisti che hanno svolto la perizia, sostengono l’esistenza di una patologia non accertata dagli esami e adesso chiedono il parere di un cardiologo sportivo… (Continua a leggere dopo la foto)


 

“Questo caso deve servire come esperienza, bisognerà studiarlo a fondo. La morte improvvisa è complicata da prevenire, spesso il primo sintomo è anche l’ultimo. Il povero Astori non aveva mai avuto segnali e non è morto sotto sforzo”, spiega il professore Thiene, che propone una possibile soluzione: “L’ideale sarebbe avere un defibrillatore anche negli alberghi”

 

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