È nato senza arti e, a 8 anni, aveva deciso di suicidarsi, incapace di immaginare una vita felice. Poi, però, Nick ha fatto un incontro che ha cambiato tutto, trasformandolo. E oggi vive così


 

Lui è Nick Vujicic, è nato a Melbourne con una rara malattia genetica, la tetramelia. La sua malattia è terribile: Nick è privo di arti, ha dei piccoli piedi non perfettamente formati, uno dei quali possiede solo due dita molto piccole. Più volte ha pensato al suicidio, per esempio quando aveva 8 anni ed era consapevole della sua condizione e atterrito dall’idea che niente sarebbe cambiato. Mai. Oltre il danno, la beffa: i compagni di classe – crudeli – lo prendevano in giro. Ma Nick non si è suicidato, anzi. (Continua a leggere dopo la foto)








Ora è un esempio per tutti. La svolta è avvenuta grazie alla fede e al supporto dei suoi genitori che non lo hanno mai lasciato solo, neanche con i suoi pensieri bui. Ora Nick, che ringrazia il Signore per averlo fatto nascere in questo modo (capito?), ha voluto raccontare la sua esperienza a tutto il mondo. (Continua a leggere dopo la foto)




Ma come è avvenuto il cambiamento? Un bel giorno Nick ha capito che nulla doveva essere un ostacolo per lui, neanche il suo handicap. Così ha agito di conseguenza. Ha iniziato a faticare per ottenere una vita normale e, incredibilmente, ci è riuscito. (Continua a leggere dopo la foto)


Oggi Nick ha 31 anni e, non solo è autosufficiente, ma va a pesca e a nuoto, gioca a calcio, guida il motoscafo, fa il motivatore, ha una moglie splendida e un figlio di 2 anni. E, non meno importante, è felice. Ha realizzato un video per mostrare a tutti cosa sia il coraggio e cosa sia la determinazione. Perché valga la pena lottare. Perché valga la pena sorridere, anche quando sembra esserci nulla per cui ridere. Perché valga la pena vivere. Vi verrà la pelle d’oca, qualora decidiate di guardarlo. Ma sarà un’esperienza che vi cambierà la giornata e, probabilmente, la vita. Ricordatevi di questo video e, prima, di quest’uomo, la prossima volta che state per dire: ”Non ci riesco”.

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