Muore il fidanzato: la decisione della ragazza sul suo sperma. La storia ha fatto il giro del mondo creando anche qualche polemica


 

Ci sono storia che ci insegnano molto, e questa appartiene alla categoria della speranza. Riprendersi da una tragedia simile, come quella della perdita del proprio partner (da giovanissimi e con tanti sogni nel cassetto), è assai difficile, ma a volte un piccolo grande gesto ci aiuta a tornare a guardare in avanti con fiducia. Anche se erano solo fidanzati il loro rapporto si era consolidato nei tre anni in cui erano stati insieme tanto che erano andati a convivere e avevano già parlato di matrimonio e figli. Per questi motivi una giovane donna australiana, Ayla Cresswell, ha ottenuto il via libera dai giudici locali per poter usare lo sperma dell’ex ragazzo deceduto e poter mettere al mondo dei figli con la fecondazione assistita. La giovane donna infatti aveva  una relazione da circa tre anni con il coetaneo Joshua Davies quando il ragazzo si è tolto la vita nell’agosto del 2016. Da allora Ayla, per aver lo sperma del suo ragazzo, ha ingaggiato una battaglia legale che è durata quasi due anni. (Continua a leggere dopo la foto) 








Già a poche ore dalla morte di Joshua, trovato senza vita morto nella loro casa di Toowoomba la mattina del 23 agosto 2016, la donna aveva fatto una richiesta legale per realizzare i loro sogni di genitorialità chiedendo di raccogliere il suo sperma in modo che potesse essere usato in una procedura di fecondazione in vitro. Il giorno seguente è stato emesso un provvedimento giudiziario per consentire a un chirurgo di rimuovere e preservare lo sperma di Joshua nella cruciale finestra di 24 ore dopo la sua morte. (Continua a leggere dopo la foto)




Da allora Ayla ha pagato una clinica specializzata per la sua conservazione in attesa dell’esito della sentenza di questi giorni. Durante la lunga battaglia legale, la ragazza aveva spiegato ai giudici che lei e Joshua avevano già programmato di diventare genitori, che lei aveva già preparato le risorse finanziarie  per la propria casa e il trattamento di fecondazione in vitro e che ha il sostegno sia dei suoi genitori che dei genitori del suo ex compagno. La storia, però, da quando è diventata di dominio pubblico ha anche creato qualche polemica tra chi sostiene i soli metodi “naturali” come possibili per dare alla luce dei figli. (Continua a leggere dopo la foto) 


 

La Fecondazione in Vitro è una tecnica di laboratorio in grado di fecondare un ovulo con uno spermatozoo all’esterno dell’utero. Ci sono 4 possibilità di FIVET: la FIVET con ovuli propri e sperma del partner, la FIVET con ovuli propri e sperma di donatore, la FIVET con ovuli di donatrice e sperma del partner e la FIVET con ovuli di donatrice e sperma di donatore. Per la fecondazione in vitro da qualche anno si utilizza regolarmente la tecnica nota anche come ICSI, per il suo acronimo in inglese (Intra Cytoplasmic Sperm Injection), che ha rappresentato una svolta nel trattamento dei problemi della fertilità di origine maschile. Questa tecnica prevede l’inseminazione di un ovulo tramite la microiniezione di uno spermatozoo al suo interno.

 

Ti potrebbe interessare anche: ‘’Lo sperma di suo marito…’’. Scopre di essere di nuovo incinta e la sua gioia incontenibile non viene smorzata neanche da un sanguinamento sospetto che arriva pochi giorni dopo il test di gravidanza positivo. Poi iniziano i dolori e Lauren corre in ospedale dove l’esito dell’ecografia arriva come una doccia fredda. La situazione precipita e lo choc è troppo

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it