“Era solo un mal di piedi”. Va in ospedale e muore. Un dolore incessante e qualche linea di febbre, nulla di preoccupante, ma Natalie decide di andare in ospedale. I medici la dimettono: “Signora non è nulla”, poi la tragedia


 

Una vita serena, una famiglia, sei figli e un marito splendido. Natalie Billingham a 33 anni non poteva desiderare di meglio, eppure la sua esistenza ha preso una piaga inaspettata e tragica. Tutto è iniziato con un persistente dolore ai piedi che non voleva passare. Vista la situazione con il marito hanno deciso che era il caso di andare in ospedale. Al pronto soccorso del Sandwell, nelle West Midlands , i medici hanno deciso di ricoverare la donna che, però, dopo qualche giorno è morta, solo dopo qualche giorno dal ricovero. Come ha raccontato suo marito Stuart, la donna il giorno dopo è stata dimessa “con un semplice bastone da passeggio nonostante dicesse di sentire aghi e spilli sotto i piedi”. Neanche 24 ore, è stata costretta al ricovero d’emergenza all’ospedale di Russells Hall in ambulanza. Lo stesso Stuart ha spiegato che la moglie è stata “lasciata ad aspettare in un corridoio per ore”. Il giorno dopo, era il 2 marzo, a Natalie, originaria di Tipton, Dudley, è stato indotto il coma e le è stata amputata una gamba, mentre la malattia aveva iniziato a diffondersi in tutto il corpo. Natalie infatti aveva contratto la sepsi che si era rapidamente diffusa in tutti i suoi organi, a parte il suo cuore. I medici hanno deciso di disattivare il supporto vitale di Natalie alle 18:00 di quello stesso giorno. (continua dopo la foto)








Stuart è stato così costretto a dire ai loro figli – di età compresa tra i 10 mesi e gli otto anni – che la loro mamma era morta. Il Dudley Group NHS Foundation Trust ha confermato che un medico è stato sospeso dalle funzioni cliniche in attesa delle indagini. “Io, i genitori di Natalie e i nostri sei figli siamo rimasti molto delusi dall’ospedale e vogliamo risposte sui motivi che hanno portato alla morte di Natalie” dice ora il 37enne, otto dei quali passati insieme alla moglie ormai. “Natalie pensava che sarebbe andato tutto bene – quando è stata portata via dall’ambulanza nostra figlia le ha chiesto se stava per morire, ma lei ha sorriso: ‘non essere sciocca, tornerò presto’”, ricorda l’uomo. “Ma quando era in ospedale era evidente che la situazione fosse precipitata. Urlava di dolore e non riusciva a stare ferma. Non l’avevo mai vista così, era letteralmente in agonia” afferma Stuart. “La sua caviglia si stava gonfiando, e lei continuava a dire che sentiva come se la sua gamba stesse per ‘esplodere’, e in tutto ciò il dottore diceva che non sarebbe successo nulla”. (continua dopo le foto)





 


 


“Ho lasciato l’ospedale – ha spiegato Stuart – per la notte per badare ai nostri bambini, e poi il giorno dopo ho ricevuto una telefonata alle 15.30: era in coma indotto con una gamba amputata, e alle 18 quella sera hanno spento il supporto vitale”. Nonostante l’ospedale abbia sospeso un medico dalle funzioni cliniche dopo la morte di Natalie, Stuart ritiene che questo non sia abbastanza. Ha detto: “Ci sono stati almeno 20 medici o infermieri che hanno visto mia moglie quella notte” racconta. “Vorrei porgere le mie più sentite condoglianze a Stuart Billingham sulla tragica perdita di sua moglie Natalie, e mi scuso sinceramente a nome del Trust”, sono le parole di Julian Hobbs, direttore medico del gruppo Dudley NHS Foundation Trust. “Abbiamo intrapreso un’azione immediata dopo la morte di Natalie. Ad esempio, il nostro team di supporto per la sepsi sta lavorando per individuare i responsabili e intraprendere azioni immediate e appropriate” dice.

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