Cosa hanno fatto a una prof disabile di Torino: il video choc è stato poi scambiato dai ragazzi via social. I responsabili sono stati individuati, ma è polemica tra i docenti: “E questa sarebbe la pena?”. I dettagli di una vicenda da brividi


 

Da brividi. Questa notizia fa gelare il sangue. La diamo affinché sia da monito per molti genitori (soprattutto) e anche altri professori, perché l’educazione dei più giovani torna ad essere un’emergenza in Italia. La Stampa di Torino racconta l’ultima sconcertante vicenda, agita da un gruppetto di sconsiderati, vili almeno quanto arroganti nel loro infierire contro una donna fragile, dalla corporatura minuta e, soprattutto, afflitta da difficoltà motorie. In una scuola di Torino tutto comincia e si svolge nell’assoluta indifferenza per quella professoressa, con difficoltà motorie, di cui evidentemente, agli occhi dei farabutti non conta il ruolo esercitato in classe, le problematiche di salute, l’obbligo a un rispetto per la donna, per l’insegnante, che in quel momento incarnava l’autorità e la regola. E così, sordi a qualunque richiamo all’ordine, a qualunque richiesta di clemenza, gli studenti hanno pensato legarla alla sedia della cattedra e poi prenderla di mira a suon di calci. (Continua a leggere dopo la foto)



Parte della classe che non ha partecipato attivamente all’aggressione, ha comunque assistito inerme all’agguato di un gruppetto, registrato in diretta dai soliti, solerti filmakers di turno, e poi divulgato online via Instagram, dove il video ha girato sugli smartphone di parecchi ragazzini, per il sollazzo indecente di altri violenti e vili come i registi del folle gesto. Fino a quando – finalmente – uno degli studenti, maggiorenni, ha messo fine all’accaduto chiamando preside e bidello. La punizione per i ragazzini, riferisce il quotidiano torinese, è stata di un mese di sospensione con l’obbligo di frequenza, e in aggiunta la pulizia dei cestini delle altre aule durante l’intervallo. (Continua a leggere dopo le foto)



 

“Una punizione per nulla esemplare, e un messaggio sbagliato agli studenti che rispettano la scuola e gli insegnanti”, come riporta la Stampa, hanno opportunamente tuonato altri docenti che avrebbero voluto pene più severe, punizioni in grado, se non di far capire ai responsabili la gravità del gesto da loro compiuto, almeno di indurli a non ripetersi in atti vigliacchi e violenti come quello di cui si sono resi protagonisti.

 

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