“Lo farò per lui”, Raoul Bova lo annuncia e poi piange in diretta. Che commozione per l’attore: un momento davvero bellissimo a ‘Verissimo’. Per lui pioggia di applausi e un mare d’affetto


 

Raoul Bova si è commosso durante la sua ultima a Verissimo. Mentre parlava del padre Giuseppe, morto a gennaio, l’attore non è riuscito a tenere le lacrime: “Con mio papà – racconta l’attore – parlavo sempre di voler tornare a nuotare perché c’è una categoria, quando cresci, che si chiama master e ci sono tanti ex nuotatori che nuotano, fanno i tempi, le staffette, i record. A papà, siccome avevo ripreso gli allenamenti di nuoto, avevo detto ‘mi piacerebbe vincere un titolo’. E lui mi disse ‘quando sei pronto dimmelo ché ti vengo a vedere’. Questa cosa qua è rimasta un po’ in sospeso… purtroppo. Secondo me lui è ancora con me. Io so che lui mi vedrà e questa gara la vedrà, la vorrei fare, vorrei fare una staffetta. C’è Filippo Magnini che ha smesso da poco, ho lanciato l’idea di questo sogno per il mio papà e lui l’ha accolta. Mi hanno chiamato anche Massimiliano Rosolino e Massimiliano Brambilla, il quartetto è formato, miriamo in alto, spero di fare un bel tempo che rimanga un po’ scritto e lo dedicherò a lui”. (Continua a leggere dopo la foto)







Bova ricorda il rapporto con il padre: “Mio papà è riuscito a trovare un equilibrio zen, viveva in campagna coltivando e facendo l’orto con le sue caprette, stava bene, viveva da solo. Lui per me era un pilastro, non parlarci più – anche se ci parlo ancora – mi ha fatto molto male. So che lui amava i suoi nipoti, Luna in particolare, mi vuole forte e sorridente. Di contrasti ne ho avuti pochi con lui, erano più i consigli e i silenzi che c’erano tra noi, confidavo le cose più intime, le perplessità, le mie insicurezze, dava un significato importante alle cose e faceva un sorriso”.
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Gli viene mostrata una foto con il papà e Bova a stento non riesce a piangere: “Lì vedo uno sguardo fiero. A me non dispiace parlarne perché sembra che, quando muore una persona, chissà cosa è successo. Sono contento di parlarne perché è giusto che sia ricordato. Tante cose che sono adesso è per merito suo. Fa piacere salutarlo e ricordarlo sempre”.

 

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