Le suore stuprate, marchiate a fuoco e il loro sangue usato come inchiostro: ”Ecco tutto quello che succedeva in quel convento horror”


 

La rivelazione choc di una suora che per dodici anni ha vissuto nell’Istituto religioso dei frati dell’Immacolata di Avellino, vittima di sottomissioni e violenze. È il sito del Corriere della Sera a riportare in esclusiva due documenti in cui le religiose affermano di essere state coinvolte in giri di prostituzione, abusi e denaro. Bisogna riavvolgere il nastro alla notte del 31 maggio 1993. Racconta una suora che in quell’occasione le sorelle sono state portate in una cappella per giurare obbedienza e fedeltà a padre Stefano Manelli, cofondatore dell’istituto. Giuramento che avvenne con il rito della pungitura: le dita delle donne venivano bucate con un ago per far uscire più sangue possibile con cui poi avrebbero dovuto scrivere una sorta di preghiera.

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Ma non è tutto: alcune di loro venivano poi marchiate a fuoco oppure costrette a portare al collo un oggetto a forma di cuore con le punte di ferro. L’Istituto, poi, stando al racconto della religiosa, veniva quotidianamente animato da un giro di prostituzione: ”Ci mandavano da alcuni benefattori molto ricchi e ci chiedevano di essere accondiscendenti. Stavo male quando facevo direzione spirituale con padre Manelli perché facendolo sembrare un fatto naturale spingeva la mia mano verso le sue parti intime”. Nel frattempo Padre Manelli, per bocca del suo legale, fa sapere che ”desidera vivere in povertà secondo l’ispirazione tradizionale della chiesa, tutto il resto sono delle strumentalizzazioni e sono delle non verità. Per quanto concerne la truffa credo che il tribunale del riesame abbia già chiarito con il rigetto che non esiste né truffatore né truffato. Poi c’è un altro filone, quello dei dossier delle suore costrette a leccare i pavimenti. È ridicolo e triste. Noi abbiamo già presentato tre denunce per calunnia alla Procura della Repubblica di Avellino”.

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