“Sì, è vero, è stato anche il mio mostro: cosa mi ha fatto”. Incredibile, il suo nome non ci saremmo mai aspettati di leggerlo. Eppure ha deciso di prendere carta e penna e raccontare tutto quello che ha passato con Harvey Weinstein. Davvero assurdo


 

“Quando l’ho rivisto in situazioni ufficiali, ho sorriso, cercando di ricordare i suoi aspetti positivi, ripetendo a me stessa che ero andata alla guerra, e avevo vinto. Gli uomini ci hanno molestate perché potevano farlo. Le donne stanno parlando perché ora lo possono fare”. Quella che Salma Hayek ha affidato al New York Times è una lunga confessione in cui ricorda la sua guerra contro Harvey Weinstein. O meglio, come si difese dalla guerra che Weinstein le aveva dichiarato. I fatti risalgono alla lavorazione del film “Frida” (2002), progetto fortemente voluto dall’attrice, sei nomination agli Oscar e due statuette. Una lavorazione, rivela oggi l’attrice, lunga e tormentata, ostacolata in ogni modo dal produttore che così volle vendicarsi dei ripetuti no dell’attrice di fronte a richieste di natura sessuale che nulla avevano a che fare con la realizzazione del film. “Harvey Weinstein era un cinefilo appassionato, un uomo che amava il rischio, un talento del cinema, un padre amorevole e un mostro. Per anni – scrive Hayek – è stato il mio mostro. In autunno i giornalisti, su consiglio della mia cara amica Ashley Judd, mi hanno chiesto più volte di parlare, di raccontare un episodio della mia vita con il quale, nonostante il dolore che mi ha provocato, ero convinta di aver fatto pace”. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Non parlavo nascondendomi dietro alla scusa che fosse già abbastanza quello che in tanti avevano rivelato del mio mostro. Pensavo che la mia voce non fosse importante, che non avrebbe e fatto la differenza. A metà anni Novanta Weinstein cominciava ad avere il ruolo di una specie di mago del nuovo cinema che era riuscito a innestare contenuti nuovi nel maistream”. Allo stesso tempo, continua Hayek, “era inimmaginabile per un’attrice messicana aspirare a un posto a Hollywood. E io non ero nessuno”. L’attrice racconta che la spinta a insistere gliela diede la storia di Frida Kahlo, “per me diventò una missione raccontare la vita di quest’artista straordinaria e restituire un’immagine del mio paese in un modo che contribuisse ad abbattere gli stereotipi”. (Continua a leggere dopo le foto)





 

“Mi aveva dato un’opportunità, mi aveva detto sì. Di lì a breve avrei capito che era venuto il momento di dire no: non aprirgli la porta a qualsiasi ora della notte, hotel dopo hotel, location dopo location, quando si presentava a sorpresa, incluse location in cui stavo girando film con cui non c’entrava niente. Rispondere no alla richiesta di farsi una doccia con lui, di guardarmi mentre mi facevo la doccia, di farmi un massaggio, di fare sesso orale, di vedermi nuda con un’altra donna”. Non riuscendo a ottenere quel che voleva, Weinstein si vendicò sul progetto di Salma Hayek, per tutta la lavorazione del film. “Finché non ci sarà parità di trattamento nell’industria cinematografica la nostra comunità continuerà a essere terreno fertile per i predatori. E sono grata a tutti coloro che stanno prestando attenzione alle nostre esperienze. Spero che la mia testimonianza serva a spiegare perché è così difficile e perché tante di noi hanno aspettato così a lungo”.

 

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