”Aiutatemi”. Dopo un incidente in auto si ferma davanti a un convento cercando conforto. Ma proprio lì, nella sagrestia, comincia il suo incubo. Quei due frati…


 

Sotto choc per aver avuto un incidente stradale, una ragazza di 28 anni si rifugia in un convento in provincia di Firenze, a San Casciano, ma l’accoglienza che le viene riservata, almeno stando al suo racconto, è tutta fuorché quella che si aspettava. Dopo averle dato la benedizione, infatti, due frati l’avrebbero costretta ad avere un rapporto sessuale. O almeno questo è quello che la giovane ha raccontato alla polizia. Uno dei due frati, un 85enne, è stato già rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, l’altro, invece, che, secondo il racconto della donna, l’avrebbe tenuta ferma mentre subiva un rapporto orale, non è stato identificato. I fatti risalgano al 2013. Dopo l’incidente, la ragazza è andata a messa e, alla fine della funzione, aveva deciso di attendere il frate per chiedere la sua benedizione. (Continua a leggere dopo la foto)



L’uomo, a quel punto, l’avrebbe ricevuta in sagrestia e, sempre secondo il racconto della donna, dopo averle fatto il segno della croce e averle chiuso un occhio con le mani, l’avrebbe violentata con l’ausilio di un uomo tuttora non identificato, che la tratteneva alle spalle. Tornata a casa, la 28enne non ha fatto parola coi familiari della violenza, ma il giorno dopo si è recata in ospedale per una visita. (Continua a leggere dopo la foto)


”Ci riserviamo di sviluppare indagini difensive e di chiedere una perizia psichiatrica per la donna – ha fatto sapere l’avvocato del frate, Paolo Ghetti – . Al momento ci sono tre racconti che riteniamo diversi, tra querela presentata ai carabinieri, sommarie informazioni rese alla pg e incidente probatorio. Ravvisiamo elementi contradditori e lacunosi, e, per certi tratti, irreali”. La ragazza ha invece chiesto un risarcimento di un milione di euro perché non più in grado, dopo quell’episodio, di frequentare luoghi di culto. Il processo prenderà il via il prossimo 8 gennaio davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Firenze.

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