‘’Mamma quanto pizzica’’. Sente un prurito insopportabile sul pancione ma resiste: è alla 39esima settimana e la sua piccola sta per nascere e sa che tutti i fastidi della gestazione svaniranno. Ma, quella che era stata una gravidanza da manuale, si trasforma in un baleno in un incubo. E il parto in uno choc. ‘’La più orribile sorpresa di sempre’’ singhiozza ancora Gabriella


Certe storie triste fanno male al cuore. Nessuno vorrebbe mai sentire certe cose e invece queste cose capitano. La vita è fatta anche di tragedie e ci dobbiamo stare. La storia che vi stiamo per raccontare vede protagonista Gabriella Morley, 24 anni, di Bramley. Era felice come una Pasqua, in attesa della sua Poppy: tutto era pronto per il suo arrivo (ma non sapeva ancora fosse una femmina). Alla 39esima settimana di gravidanza, però, la ragazza di accorge che qualcosa non va: la sua bambina non si muove e lei si precipita con il compagno Matthew Dalton, 25 anni, in ospedale. Lì arriva la diagnosi scioccante: quelle parole rimbomberanno nella sua testa per tutta la vita, è sicuro. I medici le dicono che non c’è più battito: una settimana prima di venire alla luce, la bambina era morta nell’utero della madre avvelenata dai livelli di acidità della madre. Ma che storia è questa? Purtroppo è una storia vera come vera, per quanto rara, è la malattia che ha colpito Gabriella durante la gravidanza, la colestasi intraepatica gravidica. Si tratta di un disordine caratterizzato da prurito generalizzato che si manifesta di solito nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Continua a leggere dopo la foto







‘’È una condizione rara ma credo che tutte le mamme dovrebbero conoscerla – ha raccontato la ragazza al Daily Mail – non voglio che altre persone soffrano ancora ciò che ho sofferto io’’. Gabriella e Matthew, prima di seppellire la loro piccola Poppy, trascorrono 3 giorni in ospedale con lei che è morta. La coccolano, la baciano, la stringono, la annusano. Proprio come fosse viva. ‘’Perdere Poppy è stata la cosa più devastante che mi sia mai capitata. Non deve capitare mai più che succeda una cosa del genere: nessuna madre deve lasciare l’ospedale dopo 9 mesi di attesa senza un bambino tra le braccia. A noi è successo ma non deve succedere mai più’’. Una storia straziante. E pensare che la coppia stava sistemando le ultime cose prima dell’arrivo della bimba. Proprio al ritorno a casa dopo una giornata di shopping, Gabriella si rende conto di non aver mai sentito muovere la sua bimba. Allora si fa un bagno caldo e sente un movimento: ‘’Ho pensato fosse lei, invece, probabilmente, era la placenta”. Continua a leggere dopo le foto





 

Il giorno seguente, ugualmente, non sente muovere Poppy e va in ospedale dove le fanno un’ecografia che dà il triste responso: la bambina è morta. Ma ha comunque dovuto partorire la bambina ed è lì che ha scoperto il sesso del feto. ‘’Il parto è stata la cosa più triste della mia vita, è stata la più orribile sorpresa di sempre. Non mi capacitavo di come fosse possibile che fosse cresciuta per 9 mesi nel mio ventre e fosse morta poco prima che la dessi alla luce’’. Durante la gravidanza Gabriella aveva sofferto di un forte prurito alla pancia, che è un classico sintomo della colestasi intraepatica. Ma, non sapendone nulla, aveva sempre sottovalutato il problema convinta che si trattasse di un problema di elasticità della pelle. Dopo che la piccola è nata, è stata messa in una camera fredda insieme ai suoi genitori che hanno voluto passare 3 giorni con lei per lavarla, vestirla, coccolarla, anche se era morta. Ora sua madre sta raccontando a tutti la sua storia perché non vuole che nessuna madre soffra ciò che ha dovuto soffrire lei.

Mamma, papà, un bimbo piccolo e una nel pancione: hanno tutta l’aria di essere la ”famiglia cuore” mentre sorridono allo specchio e lei immortala il momento con un selfie. In realtà questi genitori sono due demoni, capaci di tutto. Lei, poi… Ecco cosa faceva alla sua piccola quando ancora la teneva in grembo. Da panico…

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