Il suo rapporto insano col cibo la porta a pesare 254 chili e la costringe a vivere lontana dai genitori. Ma la storia di Samantha è molto più triste di così…


 

Era stata portata in ospedale perché la sua obesità era diventata patologica, ma Samantha Packhman non ce l’ha fatta e, all’età di 20 anni, con un peso corporeo di 254 chili, è morta per arresto cardiaco. La ragazza era stata portata via da casa dei genitori che non riuscivano a controllare la sua alimentazione la quale era diventata un problema davvero serio. 

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I genitori di Samantha, Malcolm e Jan, hanno confessato a Sunday People che probabilmente avrebbero potuto fare qualcosa in più per salvare la loro figlia. Ma nella stessa circostanza, hanno anche attaccato i servizi sociali perché una delle famiglie a cui Samantha era stata affidata, la lasciava mangiare da sola. E Samantha, che non riusciva a controllarsi, si rifugiava sempre in cibi take-away, che non facevano che aumentare i suoi problemi. Oltre ai problemi con l’alimentazione, Samantha aveva anche problemi di apprendimento. I genitori di Samantha avevano capito che la loro figlia aveva problemi con il cibo, già all’età di 8 anni. Ma hanno anche spiegato che, quando una bimba è tanto piccola, non è facile (né educativo) toglierle il cibo di bocca. A casa provavano a preparare pasti sani, ma Samantha, sulla via per la scuola, si fermava al supermercato a comprare ciò che si desiderava: cioccolata e biscotti. Pur sapendo che quelle cose sarebbero state deleterie per la figlia, non la hanno mai privata della paghetta che Samantha utilizzava solo ed esclusivamente per comprare da mangiare. Ora che Samantha non c’è più, i genitori stanno cercando di sensibilizzare la gente sul problema dell’obesità. Aiutiamoli!

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