“All’inizio era un mal di gola: poi ho iniziato a perdere pezzi di carne”. Ella ha 13 anni e nessuno capisce cosa abbia. La madre è preoccupatissima e la porta in ospedale. Ma la diagnosi arriva in ritardo e per lei le cose si mettono male. La sua lotta contro la morte


 

Tredici anni sono veramente pochi per rischiare di morire, per vivere un incubo che sembra non lasciare scampo. È quello che sta capitando a Ella Crofts, una ragazzina britannica che da mesi sta combattendo contro un terribile batterio mangiacarne: il Mycobacterium Ulcerans, questo il suo nome scientifico. Tutto è iniziato da una ferita infetta, da quel momento ha iniziato a patire pene atroci. L’infezione è diventata sempre più violenta fino ad arrivare a divorarle letteralmente la gamba. Ancora adesso, nonostante il peggio dovrebbe essere passato, Ella ha ancora molto fastidio toccandosi quella ferita. Ha spiegato ai tabloid inglesi: “Inizialmente ho sentito un fastidio al ginocchio e mal di gola, poi ha cominciato a peggiorare, diventava sempre più rossa, fino a quando non ho notato che iniziavo a perdere pezzi di carne”. Difficile riuscire a immaginare il dolore e lo spavento di fronte a una situazione del genere. A complicare le cose, inoltre, ci si è messo anche un ritardo nella diagnosi: non c’erano infatti i segni evidenti dell’infezione, inoltre le analisi e i tamponi risultavano negativi. (continua dopo la foto)



Questa mancanza di tempestività nella diagnosi ovviamente ha dunque peggiorato lo stato di salute della tredicenne. Come la ragazzina abbia contratto quel batterio, che si trova principalmente in Africa e in acque stagnanti, resta però un mistero. La teoria di alcuni scienziati è che le zanzare possano aver fatto da vettore e che siano quindi capaci di infettare anche in aree lontane da quelle di origine del batterio. Oggi per Ella il percorso non è più in salita, ma dovrà seguire ancora cure specifiche e continue per uscire definitivamente da questa situazione. Quando si sarà lasciata alle spalle questa brutta storia, le resterà purtroppo un brutta cicatrice che le ricorderà per sempre l’incubo. Ma quello della 13enne britannica non è certo un caso isolato. (continua dopo le foto)



 


Nel 2012, Aimee Copeland è una ragazza di Atlanta, in Georgia (Stati Uniti), ha vissuto un’esperienza simile. Ma per lei le cose sono andate molto peggio. La 23enne era in vacanza con il suo compagno e un gruppo di amici quando è stata infettata da un insetto. A causa di questo fatto le è venuta la fascite necrotizzante causata dall‘Aeromonas hydrophila, un batterio di solito legato alle malattie intestinali. La ragazza si era ferita durante una sessione di kayak sul fiume Tallapoosa. I medici per riuscire a salvarla da morte certa, sono stati costretti ad amputarle gli arti. Oggi, Aimee è viva ed è riuscita a riprendersi, ma la sua vita è cambiata radicalmente.

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