“Che pensi di fare, non hai speranze. E morirai presto”. Da bambina le hanno detto che non ce l’avrebbe fatta e che la sua vita sarebbe stata un incubo di dolore e rassegnazione. Eppure Tiffany ha vinto e quello che riesce a fare con il suo corpo è a dir poco stupefacente


 

Avere dei sogni è ciò che ci mantiene vivi, realizzare le proprie aspirazioni è qualcosa che ci permette di crescere e migliorare. Questo è esattamente quello che ha fatto Tiffany Geigel una ragazza americana alta appena un metro che non si è mai lasciata abbattere dalle difficoltà, nonostante la vita le abbia presentato un conto molto salato. Fin da bambina Tiffany aveva il sogno di danzare, ma non soltanto per gioco: voleva trasformare la sua passione in una professione, in una ragione di vita. La 32enne di New York è riuscita nel suo intento, ma arrivare all’obiettivo è stato veramente molto difficile. Nel suo percorso nulla è stato semplice per lei. La donna infatti è nata con una grave malformazione conosciuta come sindrome di Jarco-Levin (JLS). Si tratta di un disturbo che colpisce la crescita e lo sviluppo delle ossa, creando ovviamente notevoli problemi nella capacità di movimento. Gli effetti più vistosi riguardano la colonna vertebrale, che è affetto da questa sindrome, infatti, ha meno vertebre rispetto alla normalità e arti più corti. Inoltre le aspettative di vita per chi ha questa malattia sono brevi. Inutile dire che tutto questo ha sempre creato ansie e preoccupazioni nei genitori di Tiffany. (continua dopo la foto)







Per aiutare la ragazza ad affrontare questa malattia che peraltro è degenerativa, i genitori l’hanno iscritta quando era solo una bimba ad un corso di danza. L’idea, anche sotto le indicazioni dei medici, era di rendere il suo corpo elastico e forte in modo da poter affrontare al meglio la sua sindrome. Così la ragazza, dall’età di solo cinque anni, ha cominciato a danzare e con il tempo questo è diventato qualcosa di simile ad una missione nella sua vita. Tiffany tornava a casa piena di dolori come qualsiasi altro atleta professionista, ma sapeva che ballare la aiutava a mantenere il suo corpo armonioso e sano. Oltre a questo, la danza ha offerto un senso di realizzazione e un modo per potersi distinguere. Per Tiffany ballare era diventato tutto: “Un modo per dire a me stessa posso farcela.” Più precisamente: “Un modo per dire ai miei dubbi e alle mie paure che sbagliavano!” (continua dopo le foto)





 


Cosi, Tiffany, da quando ha iniziato, non ha più smesso di essere una ballerina. Avendo passato così tanto tempo a levigare il suo talento e a raffinare la sua tecnica, il suo nuovo obiettivo, ha amesso, è quello di tentare una trasformazione totale attraverso le sue prestazioni. Vorrebbe che il pubblico si concentrasse solo sulla sua abilità, dimenticando tutto il resto ed è convinta che il giorno in cui tutto questo avverrà, non sia poi così lontano. “Quello che voglio – prosegue – e che sto facendo ultimamente, è andare sul palco e ballare, poter comunicare al pubblico le mie emozioni attraverso il ballo, facendo dimenticare che sono disabile. Io sono come qualsiasi altra ballerina”. Nonostante la malattia, le enormi difficoltà, Tiffany ha trovato una strada per esprimersi. Un modo per sentirsi orgogliosa della sua determinazione e del suo talento.

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