Lo schianto in auto è tremendo, prima contro il palo della luce poi addosso a un muro: la macchina è completamente disintegrata. È morto così, ma subito dopo fanno la scoperta choc: cosa aveva fatto poco prima dell’incidente


 

La follia degli anni 2000, quelli del digitale, della connessione e della diretta perenne. Uno schianto all’alba, prima contro un palo della luce poi contro una pianta. Pochi minuti prima – circostanza che diventa davvero inquietante – una lunga diretta Facebook mentre era al volante. È morto praticamente sul colpo Yassine Harchi, 31 anni, cittadino di nazionalità marocchina residente a Cartura. Il giovane automobilista ha perso la vita ieri mattina, poco dopo le 7.30, lungo la strada che dal casello autostradale di Monselice porta a San Pietro Viminario. Harchi viaggiava al volante della sua Alfa Romeo 147. Proveniva da Monselice e stava percorrendo via San Pietro Viminario, la strada che nel primo tratto corre parallela alla provinciale 5 “Amnia”. A poche centinaia di metri dal casello il trentunenne ha perso il controllo della sua vettura, che ha prima centrato un palo della rete elettrica, quindi è volata giù dalla carreggiata colpendo una pianta e fermandosi ai piedi dei vigneti coltivati lungo la via. L’impatto è stato molto violento e l’automobilista è morto pochi istanti dopo. (Continua a leggere dopo le foto)



L’allarme è stato dato pochi minuti dopo e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri del nucleo Radiomobile di Abano Terme. Ma il medico ha solo potuto constatare il decesso e i militari concentrarsi sui rilievi. L’incidente è avvenuto su un lungo rettilineo che non presenta alcun ostacolo, ma la carreggiata è particolarmente stretta. Per questo motivo, le forze dell’ordine ipotizzano un colpo di sonno, un malore, una fatale distrazione o l’eccessiva velocità come causa principale dello schianto. Pochi minuti prima dell’incidente Harchi aveva postato sul suo profilo Facebook una diretta video: nel filmato si vede il trentunenne al volante, in A13, all’altezza del casello di Villamarzana, dunque a due uscite da quella di Monselice. Il giovane è allegro, canta, inquadra il cruscotto, poi il volto, poi la strada. Non è escluso che a causare l’incidente, un quarto d’ora dopo, sia stato lo stesso utilizzo del cellulare. (Continua a leggere dopo le foto e il video)


 

Yassine Harchi viveva a Cartura, in via Padova 104, in un’abitazione in affitto accanto alla pizzeria “Già che ci sei”. Il marocchino abitava qui da almeno tre anni, assieme ai genitori e alle due sorelle, Fadoua e Ilham. La prima è titolare dell’impresa di pulizie “La Risplendente”, azienda che ha sede al medesimo numero civico e dove lo stesso trentunenne lavorava. “Proprio stamattina le due sorelle di Yassine sarebbero dovute venire in pizzeria per una pulizia generale prima della riapertura del locale dopo le ferie” racconta uno dei titolari dell’esercizio “Invece, purtroppo, l’intera famiglia si è riunita a Padova, per il riconoscimento della salma”. Gli stessi vicini di casa ricordano il nordafricano come un gran lavoratore, molto dedito alla famiglia e sempre attento a mantenere buoni rapporti con tutti: “In tre anni gli Harchi sono diventati come dei fratelli. Quella di questa mattina è una vera tragedia”.

 

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